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Eventi

  • 5 per mille

    1 gennaio 2018



    Codice Fiscale FONDAZIONE DELLA RSI - ISTITUTO STORICO

    CF:91229450373

    Sul sito dell'agenzia delle entrate è disponibile l'elenco 2017 degli enti fruitori del 5 per mille.


  • Riunione Culturale

    25 novembre 2018

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Carlo e Giorgio Viale
    La difesa di Genova 1943-45, seconda parte
  • Riunione Culturale

    24 febbraio 2019

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Daniele Trabucco
    La RSI nel contesto internazionale
  • Assemblea dei Soci Aderenti

    14 aprile 2019

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Alessandro Brignole
    Attentati Gappisti a Milano

Nicola Bombacci

Da FondazioneRSI.

Nicola Bombacci, nasce a Civitella di Romagna il 24 ottobre 1879. Secondogenito di un mezzadro della Parrocchia, divenuto nel 1886 barrocciaio a Meldola, dal 1895 frequenta i cinque anni del Seminario Vescovile di Forlì che lascia il 16 giugno 1900, perché malato ai polmoni (sarà inabile al Servizio militare). Passa alla Scuola Normale Giosuè Carducci di Forlimpopoli, laica e diretta dal fratello del poeta, Valfredo. Vi ottiene nel 1904 il Diploma Magistrale, da allievo esterno e venticinquenne, mentre il diciottenne Mussolini, uno dei trenta allievi interni e forse il più diligente con Rino Alessi (futuro grande giornalista), si diploma con encomio l’8 luglio 1901.

Nel 1903 si iscrive al Partito socialista. Nel 1905 sposa Erissena Focaccia e l’anno dopo decide di non battezzare il suo primo figlio Raul. Ha la prima docenza a Cadelbosco (RE) per nomina del Sindaco socialista e subito si scontra con il mondo cattolico. Dopo essere stato cacciato dalle Elementari di Monticelli (PC), quale anticlericale e antimilitarista, nel 1910 abbandona l’insegnamento e assume la guida della Camera del Lavoro di Cesena. Nello stesso anno è molto simile il comportamento di Mussolini: disertore e dal 1902 in Svizzera ma, dopo l’amnistia per il Principe ereditario, Bersagliere a Verona nel 10° Reggimento fino congedo del 1904 e con attività precarie da Tolmezzo ad Oneglia, finchè espulso da Trento e squattrinato accetta la nomina di Segretario della Federazione socialista di Forlì e di direttore de LA LOTTA DI CLASSE.

Appoggia da Cesena Mussolini quando dichiara l’autonomia di Forlì nel 1911 e nella conquista dell’AVANTI il 7 luglio 1912 al 13° Congresso Socialista di Reggio Emilia e che dirige fino al 20 ottobre 1914, giorno che i destini politici dei due tribuni romagnoli si separano a causa dell’interventismo.

Ad inizio 1912 a Modena gli vengono affidati Camera del Lavoro, Federazione socialista e il periodico IL DOMANI che mai attacca Mussolini, anche se il 15 novembre 1914 fonda IL POPOLO D’ITALIA e dopo quattro giorni viene espulso dal Partito socialista. Però agli occhi dei pacifisti ne diventa il contraltare. Oratore tonante con barba bionda e chioma fluente affascina una diciassettenne della Manifattura Tabacchi, Anna Ligabue, che per aver dimostrato contro la guerra viene imprigionata a Firenze (liberata nel 1917, muore di tisi nel 1918).

A Bologna il 19 novembre 1919 è Deputato con 100 mila preferenze ed è rieletto nel 1921. A Livorno, per scissione dal 17° Congresso del PSI e finanziato da Nikolaj Lenin, con Amadeo Bordiga, Antonio Gramsci e Umberto Terracini il 21 gennaio 1921 al Teatro San Marco fonda il Partito Comunista d’Italia. Dal quale è espulso nel 1927, anche per lodi all’impresa fiumana di D’Annunzio e a Mussolini per il riconoscimento dell’URSS, il 23 novembre 1923 alla Camera.

Da Roma collabora al “Manifesto di Verona”e il 26 gennaio 1944 incontra Mussolini e si trasferisce a Gaino di Toscolano Maderno (BS), quale funzionario del Ministero per l’Interno per le case dei lavoratori con 6 mila Lire mensili.

È attivo nella preparazione del Decreto “sulla socializzazione delle imprese” ed è nel Raggruppamento Socialista di Edmondo Cione. Segue negli spostamenti Mussolini e con Carlo Silvestri compie tentativi, senza esito, per scoprire i mandanti (forse industriali genovesi, ma già rifugiati all'estero) del delitto Matteotti. A Genova riscuote gran successo durante un comizio d’altri tempi, il 25 marzo 1945 in Piazza De Ferrari, con 30 mila plaudenti, tutti operai delle fabbriche. Tiene comizi anche a Dalmine (BG), dove il 7 aprile 1945 2.722 metalmeccanici votano per il Consiglio di Gestione (schede valide 1765, schede nulle 957, astenuti 531).

Lascia la Prefettura di Milano sull’auto di Mussolini ed è uno dei quindici mitragliati al porticciolo di Dongo (CO), il 28 aprile 1945.