Strumenti personali

Eventi

  • 5 per mille

    1 gennaio 2018



    Codice Fiscale FONDAZIONE DELLA RSI - ISTITUTO STORICO

    CF:91229450373

    Sul sito dell'agenzia delle entrate è disponibile l'elenco 2017 degli enti fruitori del 5 per mille.


  • Riunione Culturale

    25 novembre 2018

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Carlo e Giorgio Viale
    La difesa di Genova 1943-45, seconda parte
  • Riunione Culturale

    24 febbraio 2019

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Daniele Trabucco
    La RSI nel contesto internazionale
  • Assemblea dei Soci Aderenti

    14 aprile 2019

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Alessandro Brignole
    Attentati Gappisti a Milano

Guido Buffarini Guidi

Da FondazioneRSI.

Guido Buffarini Guidi nasce a Pisa il 17 agosto 1895. Volontario nella 1. Guerra Mondiale, è Capitano di Artiglieria nel 1917. Mobilitato fino al 1923, ottiene l'autorizzazione a frequentare Giurisprudenza all'Università degli Studi di Pisa, dove si laurea nel marzo 1920 e fonda i Fasci.

A Pisa è Sindaco dal 1923 al 1925, poi Segretario Provinciale PNF ed infine Podestà dal 1929 al 1933. Presidente del Comitato Pisano di Azione Dalmata e Console MVSN, è Deputato della 27. Legislatura (1924) e delle successive Legislature(1929 e 1934) e Consigliere Nazionale nel 1939.

L'8 maggio 1933 avvicenda Leandro Arpinati e resta Sottosegretario del Ministero per l'Interno fino al 5 febbraio 1943 (sostituito da Umberto Albini, che il 25 luglio vota a favore dell' o. d. g. Grandi). Membro del Direttorio PNF dal 4 novembre 1940 al 12 marzo 1943, il 9 aprile 1935 controfirma la circolare del Senatore Arturo Bocchini, Capo della Polizia dal 1926 alla morte nel 1940, che pone limiti al proselitismo da parte di “sette religiose dei pentecostali ed altre”.

Il 10 settembre 1938 a San Rossore di Pisa fa firmare a Vittorio Emanuele il Decreto Legge n.1728 del 17 novembre 1938 “Provvedimenti per la Difesa della Razza Italiana”, non applicabile (art. n.14) ai familiari e ascendenti-discendenti fino secondo grado dei Caduti e ai “combattenti nelle guerre libica, mondiale, etiopica, spagnola”, agli “iscritti al PNF anni 1919-20-21-22 e secondo semestre 1924”, ai legionari fiumani e a quanti “abbiano acquisito eccezionali benemerenze”.

Creando efficienti fonti di informazione anche con la nomina di Prefetti molto fidati, esercita un incisivo potere ad ogni livello, non soltanto statale. Spesso scavalca la Segreteria del Capo del Governo e quando può contrasta l'espansione burocratica del PNF, con atteggiamenti di un “ministro di polizia” sulle orme del giacobino Joseph Fouché che dal 1799 appoggia Napoleone.

A Roma soltanto il 12 settembre 1943 e perché in corso il salvataggio di Mussolini da Campo Imperatore, a seguito di un ordine di Kesselring esce da Forte Boccea insieme ai militari, giornalisti e politici lì rinchiusi dai regi (Ugo Cavallero, Ubaldo Soddu, Enzo Galbiati, Renzo Montagna, Augusto Agostini, Mario Candelori, Luigi Freddi, Teresio Interlandi, Asvero Gravelli, Raffaele Manganiello, Guglielmo Pollastrini, Enrico Varenna), mentre Attilio Teruzzi e l'ex Segretario di Mussolini Nicolò De Cesare sono tra quanti lasciano il carcere di Regina Coeli.

In RSI è Ministro dell'Interno e Mario Bevilacqua è il suo Segretario. Nomina Capi di Gabinetto, da novembre 1943 Carlo Mistruzzi, da marzo 1944 Coriolano Pagnozzi e da giugno Giuseppe Avian. Questi, insieme al predecessore Consigliere di Stato dall'1 ottobre 1944, viene assassinato il 9 maggio 1945 a Paullo (MI) con Carlo Tiengo, Ministro delle Corporazioni dal 5 febbraio 1943.

I Capi della Polizia Repubblicana sono quattro: Guido Leto, Tullio Tamburini, Eugenio Cerruti e dal 3 ottobre 1944 Renzo Montagna. I sottosegretari del Ministero sono due, nominati da Mussolini: dall' 8 maggio 1944 Paolo Zerbino e dal 23 ottobre 1944 Giorgio Pini che rimane, pur con residenza a Gardone Riviera (BS), Direttore de IL RESTO DEL CARLINO di Bologna.

E' avvicendato da Zerbino il 21 febbraio 1945, con disappunto dell' Hoechster SS PF Karl Wolff.

Il 26 aprile 1945, dopo non essere riuscito a Grandola (CO) ad indurre Mussolini a compiere identico tentativo, a Porlezza (CO) gli viene impedito l'espatrio in Svizzera insieme al Ministro Angelo Tarchi e subito, ambedue, sono trasferiti nella sede milanese della Missione americana.

Sottoposto a processo dalla Corte straordinaria d'Assise di Milano, il 16 giugno 1945 è condannato a morte, pena confermata dalla Cassazione, e ucciso in tutta fretta nel cortile carcere di San Vittore in stato di parziale incoscienza, avendo assunto barbiturici a scopo suicida, il successivo 10 luglio.