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Eventi

  • 5 per mille

    1 gennaio 2018



    Codice Fiscale FONDAZIONE DELLA RSI - ISTITUTO STORICO

    CF:91229450373

    Sul sito dell'agenzia delle entrate è disponibile l'elenco 2017 degli enti fruitori del 5 per mille.


  • Riunione Culturale

    25 novembre 2018

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Carlo e Giorgio Viale
    La difesa di Genova 1943-45, seconda parte
  • Riunione Culturale

    24 febbraio 2019

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Daniele Trabucco
    La RSI nel contesto internazionale
  • Assemblea dei Soci Aderenti

    14 aprile 2019

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Alessandro Brignole
    Attentati Gappisti a Milano

Giuseppe Baylon

Da FondazioneRSI.

Giuseppe Baylon nasce a Firenze il 23 novembre 1909 e muore a Fiesole (FI) il 27 maggio 2005. Nel 1926 è ammesso all'Accademia Aeronautica di Caserta (NA), sebbene di acerba costituzione toracica. Capo Corso dell'Accademia per 3 anni, diviene Sottotenente pilota nel 1929 e si addestra sugli idrovolanti a Venezia, idroscalo di S. Andrea. Nel 1933 partecipa quale pilota organizzatore alla Trasvolata Atlantica guidata da Italo Balbo che, dopo 10 mila Km senza scalo, con 11 idrovolanti S.55 ammara a Rio de Janeiro il 12 gennaio 1931.

Con il grado di Maggiore nell'Aviazione Legionaria, comandata dal Tenente Colonnello Ruggero Bonomi, combatte con 24 Caccia C.R. 32 contro quelli sovietici e il 26 novembre 1938 sperona un “Rata” in quota, a 7 mila metri con un C.R. 42. Partecipa alla guerra contro la Grecia e poi con il II Gruppo autonomo Caccia opera in Africa Settentrionale dalla base di Castel Benito. Dal 1941 è Tenente Colonnello e l'8 settembre 1943 lo coglie in riposo a Ronchi dei Legionari (GO) con il suo 1.Stormo Caccia che aveva operato in Sicilia prima di essere avvicendato dal 4.Stormo Caccia.

I tedeschi lo internano a Mantova con 10 piloti, ma il 25 settembre è in servizio come Sottocapo di S.M. dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana, dopo intesa di mai bombardare in Italia. Per 6 giorni ha le funzioni di Capo di S.M. dall'1 Marzo 1944 e definitivamente dal 6 settembre 1944. A chiamarlo è il Sottosegretario e Capo di S.M. Ernesto Botto, in Accademia collega più giovane di 3 anni e poi Commilitone in Spagna dove lo sostituisce alla 32. Squadriglia Caccia che, in onore alla irripetibile amputazione in combattimento del Comandante Botto, prenderà il nome “Gamba di Ferro”, ma collabora con lealtà anche con i tre Sottosegretari che si susseguono: Arrigo Tessari, Manlio Molfese e Ruggero Bonomi, mai tollerando una dipendenza disciplinare dalla Luftwaffe.

Questo il parere su Mussolini “Ho avuto alcuni colloqui a Gargnano e ho riportato l'impressione di un uomo che incuteva grande soggezione. Il suo carisma non era scemato. Era affabile, con voce persuasiva. Lucidissimo, vedeva il fondo di ogni problema, anche di quelli che non conosceva. Quando mi ricevette, il 26 novembre 1944, con il nuovo Sottosegretario Molfese che per l'emozione prese a balbettare, con un gesto della mano mi invitò a proseguire dicendo: parlate Voi, Baylon”.

Lo S.M. dell'ANR ha sede a Roma fino al Novembre 1943, poi all'Hotel Mediterraneo di Bellagio (CO), dove è anche la sede del Sottosegretariato a Villa Melzi d'Eril, fino al settembre 1944 ed infine a Milano presso la 1. ZAT in Piazza Italo Balbo. Il Sottocapo di S.M. è Remo Cadringher.

E' sua l'iniziativa per l' istituzione del Tribunale Militare di guerra per l'Aeronautica con Decreto n. 999 del 14 settembre 1944 XXII, presieduto dal Tenente Colonnello Giovan Battista Della Martina.

Catturato l'1 maggio 1945 e degradato a Soldato di Fanteria, a Roma passa dal carcere civile di Regina Coeli a quello militare di Forte Boccea, per poi essere trasferito a Milano dove il 12 gennaio 1946 la Sezione Speciale di Corte d'Assise lo assolve con la formula “ non aver commesso il fatto”.

Reintegrato nel grado nel 1949 e posto in congedo assoluto nel 1950, si dedica alla imprenditoria, alla letteratura e alla storiografia, conducendo vita riservata in un'ampia Villa di Via Bosconi alle Caldine di Fiesole, artisticamente arredata dalla moglie eclettica autodidatta (con due figli da un primo matrimonio) Diana Pagnotta, originaria di Bevagna (PG) con la passione dell'astrattismo, pittrice di ceramiche, scultrice ed anche poetessa, da sempre amante di motociclette e del volo.

Dal 21 aprile 1991 è stato Componente della Consulta d'Onore dell'Istituto Storico della RSI.