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Eventi

  • 5 per mille

    1 gennaio 2018



    Codice Fiscale FONDAZIONE DELLA RSI - ISTITUTO STORICO

    CF:91229450373

    Sul sito dell'agenzia delle entrate è disponibile l'elenco 2017 degli enti fruitori del 5 per mille.


  • Riunione Culturale

    25 novembre 2018

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Carlo e Giorgio Viale
    La difesa di Genova 1943-45, seconda parte
  • Riunione Culturale

    24 febbraio 2019

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Daniele Trabucco
    La RSI nel contesto internazionale
  • Assemblea dei Soci Aderenti

    14 aprile 2019

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Alessandro Brignole
    Attentati Gappisti a Milano

Giovanni Gentile

Da FondazioneRSI.

Giovanni Gentile nasce a Castelvetrano (TP) il 29 maggio 1875. Studia a Campobello di Mazara , dove il padre ha una Farmacia, e al Liceo Ximenes di Trapani. Vince un concorso per l’ammissione nel convitto della Scuola Normale di Pisa, che prepara gli insegnanti delle Scuole Superiori, e nel novembre 1893 vi inizia i corsi alla Facoltà di Lettere e Filosofia, conclusi nel settembre 1897 con una Tesi su Rosmini e Gioberti. La Tesi valorizza la componente spirituale di una via italiana alla filosofia.

Sposa a Napoli Erminia Nudi conosciuta a Cambobasso durante la prima cattedra liceale, che precede di due anni quella, dall’1 novembre 1900, di Napoli, dove ottiene nel 1902 la libera docenza seguita da altra, rifiutata, a Pisa. Nel 1903 inizia a scrivere su LA CRITICA e il 28 febbraio debutta all’Università di Napoli, che lascia a fine 1906 per quella di Palermo.

Senatore del Regno dal 1922 e Ministro della Pubblica Istruzione nel primo governo Mussolini,(sostituito nel 1924 da Alessandro Casati), il 31 maggio 1923 aderisce al PNF e fa parte del Gran Consiglio del Fascismo fino al 1929. Nel 1925 quale “filosofo dell’atto puro” rompe con Benedetto Croce “ filosofo dei distinti “.e con LA CRITICA. Nel 1923 vara la riforma della Scuola. Il 30 marzo 1925 dal Congresso per la cultura fascista di Bologna lancia il Manifesto degli intellettuali, firmato anche da Luigi Barzini, Enrico Corradini, Curzio Malaparte, Luigi Pirandello, Ildebrando Pizzetti e Ardengo Soffici. Dal 1928 è Direttore della Scuola Normale di Pisa.

Grande organizzatore della cultura fascista, fonda insieme a Giovanni Treccani l’Enciclopedia Italiana (trentasei volumi redatti dal 1929 al 1937 e ristampati nel 1949) e, scrivendo da solo la voce “fascismo” corretta al minimo da Mussolini, la dirige con Gaetano De Sanctis (antichità e direttore nel dopoguerra), Federico Enriques (matematica), Ettore Lo Gatto (letteratura slava), Raffaele Pettazzoni (religioni), Francesco Ruffini (diritto pubblico), Angelo Sraffa (diritto privato), Gioacchino Volpe (storia) e Nicola Zingarelli (letterature straniere). Tra i 3 mila collaboratori Agostino Gemelli, Federico Chabod, Enrico Fermi, Augusto Guzzo, Arturo Carlo Jemolo, Giorgio Levi. Marino Parenti e Ugo Spirito. E’, a vita, Presidente dell’Istituto di Cultura Fascista.

É contrario ai Patti Lateranensi del 1929 e alle Leggi razziali del 1938. Propone nel 1931 il giuramento di fedeltà al fascismo dei professori universitari: su 1220 soltanto 12 non firmano, tra essi Gaetano De Sanctis. Nel “discorso agli Italiani” del 24 giugno 1943 in Campidoglio dice che “chi pensa al comunismo in Italia è un corporativista impaziente”. Il 25 luglio lo coglie a Firenze ed viene subito rinnegato da un collaboratore del 1923, divenuto Ministro regio, Leonardo Severi.

In RSI, il 17 novembre 1943 dopo un incontro con Mussolini, sollecitato dal Ministro Carlo Alberto Bigini (collaboratore nell’Enciclopedia Treccani e collega a Pisa in qualità di Rettore dell’Università) accetta la presidenza dell’Accademia d’Italia. Il 28 dicembre sul CORRIERE DELLA SERA lancia un “appello alla pacificazione”, che rinnova il 19 marzo 1944 a Firenze nella sede di Palazzo Serristori in occasione del riordino dell’Accademia (lo sostituirà Giotto Dainelli).

Il 15 aprile 1944 a Firenze, a Villa Montalto–Careggi, sette colpi di pistola ne fanno un martire. Condannato da un ex Rettore, Marchesi, partecipano al cordoglio i Rettori Alfero, Avanzi, Bertelli, Calzolari, Cardinali, Coppola, De Francesco, De Pietri Tonelli, Gola, Gemelli, Marsili Libelli e Lupatelli.