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Eventi

  • 5 per mille

    1 gennaio 2018



    Codice Fiscale FONDAZIONE DELLA RSI - ISTITUTO STORICO

    CF:91229450373

    Sul sito dell'agenzia delle entrate è disponibile l'elenco 2017 degli enti fruitori del 5 per mille.


  • Riunione Culturale

    25 novembre 2018

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Carlo e Giorgio Viale
    La difesa di Genova 1943-45, seconda parte
  • Riunione Culturale

    24 febbraio 2019

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Daniele Trabucco
    La RSI nel contesto internazionale
  • Assemblea dei Soci Aderenti

    14 aprile 2019

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Alessandro Brignole
    Attentati Gappisti a Milano

Edoardo Serafino Piero Facdouelle

Da FondazioneRSI.

Edoardo Serafino Piero Facdouelle nasce a Firenze 8 settembre 1902 da Stefano, avvocato, ed Emma Marchesini residenti a San Romano di Montopoli Val d'Arno (PI). Ha un fratello, Eugenio, minore di due anni. Sposa a Pisa il 24 febbraio 1940 la spagnola Giovanna Anna Piza y Guardiola e non ha figli.

Assolve il Servizio di Leva dall'11 settembre 1922 al 3 ottobre 1923 a Tripoli dove il padre, ottenuta la Concessione Agricola Sperimentale n.1, aveva impiantato la prima fabbrica di mattoni della Tripolitania (attività imprenditoriale che dalla metà degli anni 30 prosegue nel paese d'origine, San Romano, fino alla morte che avviene nel dicembre 1940).

Dall'1 gennaio 1933 fino all'8 settembre è Ufficiale in Spe della MVSN. Combatte in AOI e partecipa alla Guerra di Spagna aggregato all'Aeronautica Legionaria-Batterie Controaeree 75/27 mm. ottenendo la promozione a 1° Seniore nel 1941 per meriti eccezionali. Al Comando della 13° Legione CC.NN: Controaerea, ha la responsabilità della Difesa Territoriale dell'Esercito a Livorno.

Nella riunione del Consiglio dei Ministri del 24 novembre 1943 XXII, nominato Prefetto di II Classe, assume in sostituzione di Giannino Romualdi, l'incarico di Capo Provincia di Livorno che mantiene fino al 20 luglio 1944 XXII, giorno dell'invasione della città da parte degli americani. I tedeschi lo considerano il miglior Capo Provincia della Toscana anche per aver assecondato il Bando del 3 dicembre 1943 per i Lavoratori TODT (uomini da 17 a 55, donne da 17 a 35 anni). Il Questore è Maurizio Moraglia e il Segretario PFR è Luigi Mazzola, sostituito da Luigi Napoleoni e a gennaio 1944 da Fernando Gori, già Vice di Umberto Ajello nel PNF fino al 25 Luglio 1943.

Il 29 ottobre 1944 XXIII, con il grado di Generale di Brigata, avvicenda il Colonnello Giovanni Riccio quale Capo di Stato Maggiore del Corpo Ausiliario della Squadre d'Azione delle Camicie Nere, struttura militare della RSI che, con Decreto Legislativo del Duce n. 446 del 30 giugno 1944 XXII, subentra a quella politico-militare del Partito Fascista Repubblicano. Conclude l'incarico nella sede del Comando Generale di Villa Necchi in Via Mozart a Milano. Ogni Federazione Provinciale aveva costituito una Brigata Nera. Dall'autunno 1944 vengono formate alcune ben armate Brigate Nere Mobili insieme a Brigate Nere autonome, tra esse la Ministeriale, la operativa Giuseppe Garibaldi e la Giovanni Gentile che con i suoi superstiti 12 Squadristi insieme a Milice Française e Reparti germanici e di SS Italiane combatte a Tirano (SO) fino al 29 aprile 1945. Il 14 gennaio 1945 è l'artefice, per ordine di Pavolini, della 5. Brigata Nera Mobile Alpina Enrico Quagliata con comando a Brescia-Stocchetta.

Il 16 luglio 1947 dalla CsA di Livorno viene condannato all'ergastolo per aver costituito un Tribunale di Guerra presieduto dal T. Colonnello Giuseppe Bartolini, Comandante della GNR di Livorno, che in rappresaglia ad un attentato a due Carabinieri in Rosignano Solvay aveva emesso sentenza di morte mediante fucilazione di un antifascista già in carcere dal 1943, ex miliziano di Spagna, eseguita il 29 gennaio 1944 da parte di 6 Militi e di 6 Carabinieri. L'ergastolo, in latitanza, viene estinto per amnistia il 17 settembre 1959. Però, pur in presenza di riabilitazione civile e militare, il Distretto Militare di Pisa il 9 luglio 1985 respinge la domanda di reintegro ad Ufficiale.

A guerra terminata e mantenendo l'intera famiglia la cittadinanza italiana, emigrato con la madre e la moglie spagnola in Argentina, vi installa per tradizione familiare una fabbrica di laterizi. Con visite in Italia dopo il 1959 e fino al 1984, alterna la residenza tra San Juan, ai piedi della zona centrale della Cordigliera delle Ande (la madre vi muore nell'agosto 1972) e Mar del Plata, in Provincia di Buenos Aires, luogo di morte per malattia il 4 settembre 1993.