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Eventi

  • 5 per mille

    1 gennaio 2018



    Codice Fiscale FONDAZIONE DELLA RSI - ISTITUTO STORICO

    CF:91229450373

    Sul sito dell'agenzia delle entrate è disponibile l'elenco 2017 degli enti fruitori del 5 per mille.


  • Riunione Culturale

    25 novembre 2018

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Carlo e Giorgio Viale
    La difesa di Genova 1943-45, seconda parte
  • Riunione Culturale

    24 febbraio 2019

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Daniele Trabucco
    La RSI nel contesto internazionale
  • Assemblea dei Soci Aderenti

    14 aprile 2019

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Alessandro Brignole
    Attentati Gappisti a Milano

Carlo Alberto Biggini

Da FondazioneRSI.

Carlo Alberto Biggini nasce a Sarzana (SP) il 9 dicembre 1902. Nel 1928 si iscrive al PNF e si laurea in Giurisprudenza a Genova. Nel 1929 è Dottore anche in Scienze Politiche presso l’Università di Torino. Deputato della 29^ Legislatura (1934), poi è Consigliere Nazionale.

Dopo aver insegnato per sei anni Diritto costituzionale nell’Università di Sassari, ne è Professore Ordinario dal 1938, e anche Rettore nel 1941, presso quella di Pisa quale docente della Dottrina dello Stato. Membro della Commissione per la riforma dei Codici e Consulente giuridico del Ministero degli Esteri, dal 14 gennaio 1938 al 21 gennaio 1940 è Commissario Prefettizio di Sarzana (SP). E’ Volontario in Etiopia. Combatte sul Fronte francese nel 1940 e su quello greco.

Il 5 febbraio 1943 avvicenda Giuseppe Bottai al Ministero dell’Educazione Nazionale e il 25 luglio vota contro l’o.d.g. Grandi. Ministro dell’Educazione Nazionale in RSI con sede a Padova nel Palazzo Papafava, in Via Marsala, elabora su incarico del Governo il progetto di ”Costituzione della RSI.” e rimuove soltanto sedici Provveditori agli Studi. Estimatore del pensiero di Gentile, e quindi con lo spirito della Legge del 1923 ma partendo dalla riforma del 1940, sulla base del principio “formare la volontà oltre che educare l’intelligenza dei giovani” apporta modifiche all’ordinamento scolastico. Con Decreto del 23 novembre 1943-XXII (GAZZETTA UFFICIALE D'ITALIA n.92 / 44) crea la Facoltà di Lettere e Filosofia nell’Università di Trieste.

Per ordine di Mussolini e con la collaborazione di Wolff, è l’artefice con il Kunstschutz Abteilung, diretto a Firenze da Alexander Langsdorf, e insieme al Capo Provincia di Firenze Raffaele Manganiello, del salvataggio delle Opere d’Arte della Toscana e di Provincie contigue. La tutela avviene in due modi: con decentrati ricoveri per evitare distruzioni da bombardamento aereo, e con trasferimenti in città del Lago Maggiore e a Fortezza, in Alto Adige, per sfuggire a danni e furti durante i combattimenti lungo la Penisola. Ad inizio maggio 1945 tutto viene ricuperato.

In BRANI DI MIO DIARIO scrive “Come mai, senza strumenti parlamentari, il Fascismo ha realizzato la riforma sociale più progredita nel mondo e tuttavia non si è dichiarato soddisfatto e ha continuato ad affermare di voler andare innanzi per attuare un nuovo ordinamento della società? Significa che è il Movimento politico più sinceramente innovatore che l'Italia abbia mai avuto”

Il 15 febbraio 1945, assistito dal Capo di Gabinetto Umberto Biscottini, in quattro ore di colloqui nel Grand’Hotel di Venezia stabilisce con l’Alto Commissario Friedrich Reiner le linee di una Lavoro comune nel settore della Scuola per le Provincie della Zona di Operazione “Litorale Adriatico”. Nell’occasione, con interpreti Franz Joseph Lucas e Saverio De Simone, Reiner che è accompagnato da cinque Funzionari (Eriberto Huber, Helmuth Hierzegger, Felix Kraus, Walter Frodl e Albrecht Michels) e dall’Aiutante Tenente Hans Herzer, fa mettere a verbale “all’atto in cui egli venne chiamato dal Fuehrer all’assolvimento del suo compito, il Fuehrer stesso gli fece presente che l’Amministrazione speciale tedesca , determinata da contingenze di carattere eccezionale, non avrebbe mai dovuto intaccare le prerogative della sovranità italiana…”.

Dopo l’ultima riunione a Gargnano del 16 aprile 1945 con esponenti politici e militari della RSI, Mussolini affida a Biggini la terza copia del noto carteggio (la seconda all’Ambasciatore Sciurukuru Hidaka). I familiari fanno risalirei a chi voleva il carteggio Mussolini, e l’ha ottenuto ad ogni costo, il fatale deperimento dello stato di salute dell’ormai ex Ministro nel Convento del Santo, a Padova, diretto da Frati Minori Conventuali e luogo di concordato rifugio dalla fine di aprile 1945. Uscitone in agonia, muore a Milano il 19 novembre 1945 nella Clinica San Camillo.