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Eventi

  • 5 per mille

    1 gennaio 2017



    Codice Fiscale FONDAZIONE DELLA RSI - ISTITUTO STORICO

    CF:91229450373

    Sul sito dell'agenzia delle entrate è disponibile l'elenco 2017 degli enti fruitori del 5 per mille.


  • Riunione Culturale

    19 novembre 2017

    Via Cicogna, 66, 52028 Terranuova Bracciolini AR, Italia

    Carlo e Giorgio Viale
    La difesa di Genova
  • Riunione Culturale

    25 febbraio 2018

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Michelangelo De Donà e Daniele Trabucco
    La R.S.I. Stato autorevole combattente

Archivi

Da FondazioneRSI.

Indice

Libri

In preparazione


Documenti d'epoca

  • MINISTERO DELLE FORZE ARMATE, AUTORIZZAZIONE PER LA CORRISPONDENTE DI GUERRA MARIA NENCIOLI A VISITARE REPARTI DELLE DIVISIONI ITALIA E MONTEROSA (dichiarazione firmata dal Capo di Gabinetto il 30 gennaio 1945 con sotto una certificazione in tedesco di prestare ogni aiuto nei trasferimenti)
  • PARTITO FASCISTA REPUBBLICANO-SEGRETERIA GENERALE FASCI ESTERO E OLTREMARE, INVITO A MADERNO (firmato dal Vice Segretario PFR Antonio Bonino e rivolto a Corradino Fusco Capo Divisione del Ministero delle Finanze, a Aldo Fantini Amministratore PFR e a Achille Ferruzzi Capo Segreteria Politica dei Fasci all'Estero e d'Oltremare per esaminare la situazione patrimoniale di detti Fasci e trasmettere il verbale con le deduzioni entro il 10 febbraio).
  • CLARK W.MARK, AVVERTIMENTO AL POPOLO DELL'ITALIA SETTENTRIONALE (messaggio del 16 febbraio 1945 con allegato un Safe Conduct firmato Harold R. Alexander e un invito ai Sodati Monte Rosa e San Marco di passare dalla parte chi vince)
  • ORDINARIATO MILITARE SEZIONE SECONDA, I CAPPELLANI MILITARI (elenco con l'incarico e la destinazione al 4 marzo 1945 degli Ufficiali Cappellani della RSI)
  • GRUPPO CORAZZATO DEL LEONCELLO, GIORNALE DI CONTABILITA' - RUOLINO DEL PERSONALE (elenca al Marzo 1945-XXIII 8 Ufficiali, 21 Sottufficiali, 10 graduati, 1 Ausiliaria e 48 Carristi con dovute competenze in denaro, pane, viveri e tabacco)
  • MANZONI GASTONE, IL NEMICO MI HA DETTO (tratto nel 1993 dal materiale originale della First Special Service Force, custodito nel Museo dello sbarco di Nettuno, sul Battaglione Fanteria di Marina Barbarigo della X MAS)
  • AUTORI VARI, G N R 1. LEGIONE D'ASSALTO "M" TAGLIAMENTO - 5. COMPAGNIA, 1944 XXIII (contiene anche l'elenco dei setti Caduti e i versi di diciassette canzoni)
  • MARIO GIUSTINIANI, LA SOCIALIZZAZIONE DELLE IMPRESE - ESAME, COMMENTO ORGANICO, CONSIDERAZIONI (edito da La Stampa Commerciale, Via Ciovassino 7 - Milano, copia donato da Istituto Giuridico Antonio Cicu - Bologna, pagine 96)
  • MINISTERO ECONOMIA CORPORATIVA, SCHEMA DECRETO LEGISLATIVO "ORGANI CORPORATIVI" DA ISTITUIRE IN 9 SETTORI: agricoltura, meccanica, chimica, tessili, edilizia, energia, comunicazioni, credito e professioni (bozza di stampa di 12 pagine donata dal Capo di Gabinetto Manlio Sargenti)
  • STATO MAGGIORE ESERCITO, RAPPORTO AL MINISTRO GRAZIANI DEL CAPO S.M. ARCHIMEDE MISCHI DEL 28 MARZO 1945 XXIII SULLA VISITA AL XCVII CORPO D'ARMATA GERMANICO INCLUSE LE PARTICOLARI SITUAZIONI DI GORIZIA, DI TRIESTE E DI FIUME (14 pagine fotocopiate ACS, con la lettera al Generale Ludwig Kuebler e le rettifiche del Tenente Franco Geja)
  • CORPO AUSILIARIO DELLE SQUADRE D'AZIONE DI CC.NN. - COMANDO 2. BRIGATA NERA MOBILE CON SEDE A PADOVA, DIARIO STORICO DALL' 1 OTTOBRE 1944 AL 31 MARZO 1945 (copia donata dall'Istituto Piemontese "Giorgio Agosti")
  • QUARTO D'ORA DI POESIA DELLA X MAS - MUSICA DI SENTIMENTI (casa Editrice Mondadori,1945) di Filippo Tommaso Marinetti, con presentazione della figlia Benedetta e con fac-simili del testo autografo (sei pagine)
  • L'ABBAZIA DI MONTECASSINO - 2-DOCUMENTARI CASA EDITRICE DELLE EDIZIONI POPOLARI - VENEZIA 1944 XXII (pagine 46, con fotografie dell'Abbazia, in tre parti: TRA STORIA E LEGGENDA, I NUOVI BARBARI e SULLE MACERIE)
  • VERITA' E MENZOGNA SUL FASCISMO (Ufficio Stampa Federazione Fascista Repubblicana Padova, pagine 16, dal CORRIERE DELLA SERA del 16 e del 19 Gennaio 1945 - XXIII) di Carlo Alberto Biggini
  • CRISI DEL CAPITALISMO E CRISI DELLA BORGHESIA ITALIANA, di Aristide Sarti (Caduto dell'Onore, Goito 2 aprile 1945), pagine 60. Tesi di Laurea in Economia e Commercio del 27 Marzo 1944 XXII presso l'Università degli Studi di Bologna, (dono della nipote Angela, nel 2011). La Tesi è composta da tre Parti. Nella prima: Rassegna storica dei critici del sistema capitalistico individuale fino al 1914 e principali correnti politico-economiche e principali ordinamenti politici-economici dal 1919 al 1939. Nella seconda: Formazione, sviluppo e crisi della borghesia italiana. Nella terza: Analisi delle tendenze storiche del capitalismo degli ultimi cinquant'anni.


Documenti storici








































Fotografie d'epoca

In preparazione



Materiale Monografico

  • BAZZOLI don BRUNO, IL CAMPANILE DI SAN MERCURIALE NELLA BUFERA DELLA GUERRA, Forlì,8 novembre 1944 (conferenza Lions-Bologna, 30 aprile 1991)
  • SIMONETTI CLAUDIO, L'ECCIDIO DI CUMIANA, 4 aprile 1944 (Supplemento al III Volume della Storia di Cumiana - Tip.Emme Grafica Torino, 1986)
  • MICHELOTTO BRUNO e PELLEGRINI EGIDIO, SUL FATTO D'ARMI DELLA CASERMA ITALIA DI TARVISIO DEI GIORNI 8 E 9 SETTEMBRE 1943 (Relazione del Comandante e dell'Ufficiale Addetto al Comando XVII Settore GAF, Venezia 13 giugno 1960)
  • MUTILATI E INVALIDI DI GUERRA-SEZIONE VITERBO, VITERBO CITTA' MUTILATA DI GUERRA (Documentazione-Tip.Agnesotti Viterbo, 1960)
  • CASTELLACCI MARIO, VIVA L'ITALIA-CINQUE GIORNATE DISPERATE E BELLE DE QUER SETTEMBRE DER '43 (29 poesie romanesche - Litograf Todi, 2002)
  • MANARESI FRANCO, I CATTOLICI E LA GUERRA (Relazione Istituto Superiore Scienze Religiose Bologna-Corso di Storia della Chiesa, 8 marzo 1989)
  • FUNAIOLI EDO, ATTI MERITI E SACRIFICI DELLA GUARDIA CIVICA DI TRIESTE (Rivista La Porta Orientale, settembre ottobre 1982)
  • SETTA SANDRO, RENATO RICCI (domande al Tenente Dante Ciabatti, Ufficiale Addetto al Comandante Generale GNR raccolte per l'Istituto Storico RSI, 1985)
  • CAVAZZI CESARE, COMPARAZIONI FRA LE POSIZIONI DELL'ITALIA DELLA RSI E DEL GRUPPO CATTOLICO FACENTE CAPO A DON TULLIO CALCAGNO (ricerca per la Scuola Superiore di Comunicazioni Sociali-Corso di Giornalismo Milano, 1980)
  • FELICIANI FERNANDO, INTERVISTA DEL 25 FEBBRAIO 1988 A MILANO SUGLI ULTIMI GIORNI DELLA RSI (29 pagine dattiloscritte)
  • MANDELLI EMILIO, L'ULTIMO COMBATTIMENTO E RICORDI DI PRIGIONIA (8 pagine dattiloscritte da un Milite che premette questa dedica "A mia mamma, perché sappia approssimativamente ciò che ho sofferto in prigionia dopo aver fatto il mio dovere al servizio della Patria, per una causa che ritengo al disopra di ogni fazione"
  • GILLI AUGUSTO, L'ABBANDONO DEI SITI DI COMANDO A SAMBUCO DEL 2.REGGIMENTO DI ARTIGLIERIA DELLA DIVISIONE LITTORIO IL 15 APRILE 1945 (8 pagine autografe sulla cattura a Demonte, da parte di ribelli locali, nel tentativo di raggiungere senza scorta armata la sede della Divisione a Borgo San Dalmazzo. Resa senza reazioni seguita da razzia delle armi individuali e dei beni personali, ma per quanto a conoscenza del protagonista anche con l'incolumità degli 8 componenti del Comando, compreso il Colonnello Giuseppe Filocamo e i tre tedeschi di collegamento)
  • PARTITO LIBERALE ITALIANO-SEZIONE VARESE, I FATTI CHE HANNO INFANGATO LA RESISTENZA (77 pagine ciclostilate nel 1991 che descrivono le "uccisioni avvenute dal maggio 1945 nella Provincia di Varese": a pagina 9 I prigionieri fucilati a Lozza-4 maggio e a pagina 28 La strage dei 14 Militi a Jerago-13 maggio)
  • ETTORE PICONE, ECONOMIA SPECULATIVA ED ECONOMIA PARTECIPATIVA (12 pagine dattiloscritte lette il 2 settembre 1995 nel corso del Seminario di Studi Storici dell'Istituto Storico RSI, a Cicogna di Terranuova Bracciolini - AR)
  • WALTER BONINSEGNI, ACQUA PASSATA - pagine 60 dattiloscritte - Rimini, 1990 (in breve, 57 episodi:i più noti "Bonacorsi e la mela", "Arpinati e lo spionaggio inglese. Colloquio Arpinati-Mussolini", "Arresto di Mussolini", "Fascismo repubblicano. La fine di Sarti", "Le cartucce < R > (le aveva lasciate nel cassetto ed erano quelle giuste per la sua 6,35, che quando spara ferisce uno degli attentatori con il primo colpo, ma poi si inceppa). Uccisione di Facchini" e "A Gargnano da Mussolini (è Stato Buffarini a riportare la Petacci vicino a Mussolini, che dopo il 25 luglio non voleva più saperne). Collaudatore MA (sottomarino monoposto della Caproni)".
  • PAOLO CAVALLETTI - LETTURE, 14 pagine dattiloscritte (Diario 1943 - 1945, insieme al fratello, quali Lavoratori in Germania e poi, per rimpatriare, quali Legionari SS Italiane, che a Milano si salvano per l'intervento di un fiorentino come loro, ma capo partigiano).
  • ARMANDO ZAROTTI - LA TENDA ABBANDONATA (8 pagine dattiloscritte sul 211 PW Camp di Algeri di un Ufficiale del Battaglione N.P. della X MAS).
  • GIORGIO NICOLETTI - PER NON DIMENTICARE (16 pagine dattiloscritte da un Allievo Ufficiale della Scuola GNR di Oderzo: vi sono incluse poesie).
  • ENRICO MARIANI - NOTE STORICHE (18 pagine dattiloscritte sulle vicende a Como dopo il 25 luglio 1943 scritte dal Tenente GNR che accompagnò Rachele Guidi, con i due figli minori di Mussolini, a Chiasso dove furono respinti da un Funzionario svizzero)
  • GIORGIO CUCENTRENTOLI - IGNOTO MILITI (5 pagine dattiloscritte su Volfrano Minghini, squadrista della 23. Brigata Nera Territoriale di Bologna scomparso sotto gli occhi del padre Vittorio nelle acque del Po a Guastalla, nel tentativo di raggiungere Dosolo, durante il ripiegamento al Nord dopo un accanito bombardamento di aerei nemici e mentre i ribelli mitragliavano chi voleva portare soccorso a quanti, feriti, stavano annegando).
  • ANTONIO LIAZZA - PRESENTAZIONE (4 pagine) DELLA RELAZIONE SUI COMBATTIMENTI DELLA 1.COMPAGNIA DEL II BATTAGLIONE "GOFFREDO MAMELI" SULL'APPENNINO ETRUSCO DEL MAGGIORE LEONARDO VANNATA, DELL'8 DICEMBRE 1944 XXIII (sei pagine).
  • EMILIO BONANNI - LA DIVISIONE ALPINA "MONTEROSA", 14 pagine dattiloscritte (testo della conferenza tenuta nella sede dell'Istituto Storico della RSI di Terranuova Bracciolini-Cicogna il 20 giugno 1993 e ripetuta con approfondimenti e dibattito il 19 febbraio 1995 di un Artigliere Alpino appartenente al Gruppo Vicenza del 1.Reggimento Artiglieria della Divisione Divisione).
  • GIUSEPPE SPINA - I GIOVANISSIMI DELLA RSI, 12 pagine dattiloscritte (testo della conferenza tenuta a Terranuova Bracciolini-Cicogna il 21 febbraio 1999 da una Fiamma Bianca che quale milite GNR raggiunse il Fronte di Cassino e nel dopoguerra è stato Direttore Didattico a Treville).
  • LUCA TADOLINI - FRANCHI TIRATORI A REGGIO EMILIA, 12 pagine dattiloscritte (un diario sui combattimenti in città dal 23 aprile al 3 maggio 1945 con un elenco dei probabili "franchi tiratori" Caduti e 5 testimonianze).
  • MARIO HOLZER - CON GLI ALAMARI NELLA RSI (opuscolo di 43 fogli anche illustrati, raccolto da un Ufficiale del I Battaglione Granatieri del CARS e poi dei CACCIATORI DEGLI APPENNINI, con documenti d'epoca e Atti di Morte dei Granatieri Caduti).
  • ARTURO SALVATORE CAMPOCCIA - PRIGIONIERI DELLA PROPRIA BANDIERA (dedicato agli indimenticabili compagni di prigionia e scritto nel Natale 1952: diario del PW 300735 Coltano, pagine 69 - Arti Grafiche Conegliano 1953).
  • JIM STEIERT - HEREFORD P.O.W. CAMP 1942-1946 (in onore della visita di reduci italiani del 1988 e in lingua inglese, 28 pagine dattiloscritte quasi tutte di immagini degli edifici e dei protagonisti del campo texano, compresa la Lapide dei 5 prigionieri lì morti ed rientrati in Italia nell'agosto 1957: Innocente Ortelli, Evaristo Fava, Pierluigi Berticelli, Renzo Banzi e Giulio Zamboni).
  • ANTONY JAMES GREGOR - SAGGI SULLE TEORIE ETICHE E SOCIALI DELL'ITALIA FASCISTA: LA FILOSOFIA POLITICA DI GIOVANNI GENTILE, pagine 11; UN SISTEMA DI ETICA FASCISTA, pagine 13; TEORIE SOCIALI NELL'ITALIA FASCISTA, pagine 13 - Unione Tipografica Editrice Piacentina, 1970 per iniziativa de LA LEGIONE.
  • PIO FILIPPANI RONCONI - LA 29.DIVISIONE GRANATIERI SS,estratto da ARTHOS n.7 numero speciale - 2000, pagine 16, Tipografia Legoprint-Genova (nelle pagine conclusive è scritto "Voluta da Berlino, la 29. Divisione venne in pratica sabotata dallo.....Sturmbahnfuehrer, poi Oberfuehrer Johann-Eugen von Elfenau, alto ufficiale già dell'Esercito Federale Svizzero passato assieme ad altri 800 connazionali a servire il III Reich (di probabile origine romantscha o addirittura italiana, dato che il suo vero nome era Carodi). Contravvenendo agli ordini di Berlino e sordo alle proteste quotidiane dei due generali Mannelli e Tschimbke dirottava il fior fiore dei volontari italiani, perfino ex partigiani, che si arruolavano chiedendo di essere mandati al fronte, spedendoli in reparti impegnati in operazioni di polizia antipartigiana che era stata esclusa dall'accordo di arruolamento". Carodi o Corrodi dall'estate 1944 è il Capo il Capo di S.M. BdW, ossia l'addetto alle retrovie agli ordini di Karl Wolff).
  • CARLO RIVOLTA - LA MIA STORIA ...SINTESI DAL 13.10.43 AL 25.4.45, in proprio a Milano, pagine 38. La prima data, il 14 ottobre 1943, segna l'adesione all'Opera Nazionale Balilla in Via Conservatorio a Milano, nella squadra d'Azione Giovanile e poi nei Pionieri sempre ONB che portavano al braccio destro della giubba un rombo in campo blu con un P dorata. L'ultima data,il 25 aprile 1945 e vigilia di un opportuna partenza Napoli, corrisponde all'ultima notte trascorsa a Milano in casa (presso Piazzale Loreto) di un Commilitone delle Legione Mobile MUTI, lasciata dal gruppetto dei Pionieri nel marzo 1945 per entrare in una organizzazione di sabotaggio gestita dalla tedesca KORA.

Tesi di Laurea

1943-1945 Giovani della Divisione Littorio

di Zappa, Valentina

Presentazione

Università Cattolica Milano, Lettere (Raponi), Milano, 1993, pp.207. In due Volumi, ma il secondo è di interviste, memorie e questionari, oltre 19 pagine di materiale d'archivio.

Commento

Sono privilegiate le memorie di protagonisti del 4°Reggimento Alpini, due Battaglioni del quale contrastano tentativi di invasione di franco-americani, a temperature molto sotto lo zero, al Piccolo San Bernardo per quattro mesi, fino al 29 aprile 1945. Di proposito sono state scelte lettere con sfoghi umani e invettive molto consuete sotto la naja, ma nello specifico caso in contrasto con il senso del dovere dimostrato in prima linea, pur nella libertà di una diserzione o di un imboscamento. L'autrice scegliendo come la conclusione della Tesi una lettera di un povero cristo compie un errore: generalizza una singola debolezza, anziché confrontarla con quella dei commilitoni.
Tutta la ricerca, livellata al proprio orientamento politico, perde significato e valore.


Alessandro Pavolini, Segretario del PFR 1943-1945

di Soldani, Massimiliano

Presentazione

Università Normale Pisa, Lettere (Lyttelton), Pisa, 1997, pp. 452

Commento

I valori di Pavolini, uomo colto e politico accorto, e il ruolo del PFR sono realtà della RSI, ma pur con studi inediti e coraggiosi è un errore analizzarli al di fuori della disperata guerra in corso fino alla primavera 1945. L'autore, in riferimento a Milano, a pagina 409 scrive " ...nuove funzioni che meritano di essere segnalate:..un campo di concentramento per quei fascisti di tiepida fede...il recupero degli sbandati...per inquadrarli nel SAS, un corpo ausiliario di soccorso che veniva impiegato in occasione dei bombardamenti... quella sindacale, un'azione che aveva portato dentro la federazione, in poco più di un mese, 147 rappresentanti di circa 76.000 lavoratori." E a pagina 410 "Che per Pavolini, la repubblica avesse ancora qualcosa da dire, in un futuro più o meno prossimo, lo si può desumere anche negli atti di ordinaria amministrazione della segreteria, che veniva così ad assumere il ruolo di governo ombra, in contrapposizione al governo vero, ma insicuro, Un ruolo politico che forse soltanto Pavolini ancora perseguiva, decisamente uno pei pochi che continuava, nonostante tutto, a crederci." Pur avendo percepito che gli intenti rivoluzionari non potevano avere un seguito e che anche i più stretti collaboratori non erano degni della fiducia di Pavolini. tuttavia nelle conclusioni l'autore fa propria la falsità storica che "la fuga dalle responsabilità" sia stata degli ambienti militari e non degli esponenti politici e del PFR


Armando Rocchi-Un Prefetto della Repubblica Sociale Italiana

di Silvestrini, Enrico

Presentazione

Università Camerino, Giurisprudenza (Canali), Camerino (MC), 2006, pp.128

Commento

Soltanto 23 pagine riguardano la RSI.
Fonte essenziale è l'Archivio di Stato di Perugia, Inventario 83, per concessione di Enrico Carloni, locale ricercatore dell'Istituto Storico della RSI.
I testi citati per le Leggi che regolano la vicenda giudiziaria sono compiacenti alla persecuzione dei fascisti, anche se un autore è tedesco. Il richiamato D.L.Lgt. 9 novembre 1945 n. 702 di riforma della normativa sull'epurazione è ininfluente sulla condanna del 26 agosto 1946 a trenta anni di reclusione più le pene accessorie, che si uniforma al D.L.Ltg. 12 aprile 1946 n. 201.
Nulla è detto sulla breve prigionia del maggio 1945 a Chiaravalle-Torrette, due basi anconetane del Campo britannico n.370-Meditteneo Centrale (Rimini Miramare).
Rispettate la figura di Rocchi, quale fascista e combattente e anche come Soldato dell'Onore e Capo Provincia, e le sue doti professionali ed umane.


Donne all'ombra del regime: trattato storico-politico e di costume della personalità femminile nel complesso Ventennio fascista

di Secci, Rossana

Presentazione

Università Pisa, Scienze Politiche (Nello), Pisa, 2012, pp. 227

Commento

La Tesi di ricerca prende in esame la condizione della donna italiana nel periodo antifascista e poi nel regime fascista dove raggiunge una sua vita pubblica fra molti doveri e pochi diritti. Gli approfondimenti sono sulle donne organizzate e sulle donne lavoratrici con cenni alle Massaie Rurali. Attraente la documentazione fotografica.


Evoluzione storica e costituzionale in materia di Socializzazione delle Imprese

di Passera, Gianluca

Presentazione

Università Cattolica del Sacro Cuore, Giurisprudenza (Ferrante), Piacenza, 2011, pp. 180

Commento

E' una ricerca, riuscita, di ripercorrere gli aspetti storici e legislativi di un tema sociale di grande attualità che durante la RSI è stato oggetto nel 1944 di risolutiva attenzione, pur con le parti interessate sul piede di guerra.


Fascismo e Nazionalsocialismo - Rivista "Lo Stato"

di Mini, Francesco

Presentazione

Università Firenze, Giurisprudenza (Costa), Firenze, 2003, pp. 166.

Commento

La Tesi che studia il contributo della Rivista LO STATO al Regime fascista riguarda la RSI perchè, oltre l'affermarsi dello "Stato Nazionale" e del "Corporativismo", la Rivista affronta "Il problema della razza". E in RSI si ebbero, anche se poche, le conseguenze pratiche delle "leggi razziali" emanate l'1 settembre 1938 e l'10 novembre 1938.


Fernando Mezzasoma e la RSI

di Bellini, Stefano

Presentazione

Università Sapienza, Scienze politiche (De Felice), Roma, 1991, pp.166.

Commento

La Tesi è la prima, in ordine di tempo, della raccolta negli Archivi dell'Istituto Storico della RSI.
L'autore è un nipote in linea materna del Ministro Mezzasoma. Questa la conclusione "Egli scelse consapevolmente quella strada, e non si tirò indietro quando fu il momento della scelta suprema; quella mattina sulla strada di Dongo andò serenamente incontro alla morte così come serenamente aveva vissuto tutta la sua vita".


Fra Ginepro da Pompeiana: un frate nella Repubblica Sociale Italiana

di Acito, Alessandro

Presentazione

Università Studi Milano, Lettere (Granata), Milano, 1999, pp. 176.

Commento

Acito così conclude la presentazione del suo libro, stampato nel 2006 da Prospettiva Editrice, che assorbe la Tesi di Laurea "...rappresentò il testimone della crudeltà dei nemici, il "campione di vera italianità" da esibire nelle piazze, sui giornali e alle radio. Ma fu anche speranza per molte famiglie che avevano congiunti tra i dispersi e i prigionieri e contrariamente a figure più politicizzate del clero fascista, fu un vero termometro dell'opinione pubblica. Terminata la guerra venne incarcerato a Marassi e successivamente costretto alla vita conventuale per alcuni anni sotto il nome di Pio Cappuccino.....Fra Ginepro può essere considerato uno dei più prolifici autori della memorialistica di parte fascista".


Fuori si respira (...) Finalmente liberi da una inevitabile confusione. Adesione e propaganda in epoca fascista. Un itinerario poco noto: Bruno Spampanato

di Carlino, Giuseppe


Presentazione

Università Studi G.Marconi, Scienze Politiche (Napolitano),telematica 2009, pp.125.


Commento

Lodevole incursione sulle vicende pubbliche del coraggioso e limpido giornalista Bruno Spampanato, comprese la persecuzione resistenziale nel dopoguerra e l'elezione alla Camera dei Deputati nel 1953. Utili per approfondimenti i cenni sul suo operato in Repubblica Sociale e su i suoi importanti scritti storici.


Gli esuli istriani: la dispersione in Italia e le loro Associazioni

di Sciarra, Alberto

Presentazione

Università Sapienza, Scienze Politiche (Aliberti), Roma, 1998, pp.246

Commento

Il secondo capitolo della "Introduzione" in 31 pagine riassume, fino al periodo della RSI, gli eventi in Istria e Dalmazia che, dopo il crollo militare tedesco, divennero territori di conquista slava e di barbara persecuzione degli italiani.


Gli studi sulla RSI tra memorialistica e storiografia

di Greci, Stefano

Presentazione

Università Siena, Lettere (Baioni), Arezzo, 2005, pp. 156.

Commento

E' una apprezzabile ricerca bibliografica su alcuni studi promossi da Enti pubblici e quindi molto avversi alla RSI e sulla memorialistica, scarsa ed aleatoria. Con interpretazioni e commenti piuttosto indulgenti nei confronti di politici o scrittori privilegiati dal dominante potere.


Hereford - Texas 1943-1946

di Angerilli, Adriano

Presentazione

Università Siena, Magistero (Brezzi), Arezzo, 1999, pp. 301.
Sottotitolo: Il Campo controcorrente dei prigionieri italiani negli Stati Uniti.
Con "La mia educazione culturale e politica negli anni del ventennio (da pag. 6 a pag. 31)".

Commento

E' la Tesi, tra le migliori, più documentata nell'argomento prigionieri di guerra. con due pagine su quelli della RSI aggregati nei mesi di agosto e settembre 1944 (tra i 50 catturati a Nettunia, il Marò Tognoloni, il paracadutista Ortelli e l'aerosiluratore Sponza e tra i catturati in mare di ritorno dal Giappone, il sommergibilista Auconi).
Sulla Convenzione di Ginevra firmata il 27 luglio 1927 da 42 Stati, scrive "è stata certamente la nostra unica valida protezione materiale e morale" e aggiunge "Peraltro lo stesso Governo italiano del Sud... non aveva mai approvato la costituzione delle I.S.U. (Italian Service Unities)" e prosegue "Anche i cooperatori al seguito dell'esercito americano in Francia e in Germania (43.000 circa): quelli al seguito dell'esercito americano in Italia (19.000 circa) e quelli dell'esercito inglese in Italia (20.000 circa), furono riuniti in unità di servizio lavoratori sottopagati, ma fino alla loro riconsegna ..., avvenuta nel luglio 1945, ebbero sempre la figura e lo stato di prigionieri di guerra"
Questa la "premessa" della Tesi: Hereford ... poche case sparse, estese fattorie...nella estrema punta nord-occidentale del Texas. Nel 1943 le autorità americane avevano costruito, nei pressi di questo centro,... il Campo n: 31 dei prigionieri di guerra italiani.... Dal gennaio 1944, il Campo di Hereford ebbe una specifica connotazione, direi politica: quella di "Fascist's Criminal Camp", perché vi erano riuniti tutti i NON di America: i soldati, i sottufficiali e gli ufficiali italiani prigionieri di guerra che, dopo l'8 settembre 1943, avevano rifiutato le allettanti proposte col detentore nemico ....il Col. Carwolth, Comandante americano del Campo, il giorno del rimpatrio, salutò noi NON dicendo al Comandante italiano Generale Scattaglia: "You are very soldiers".
E questi i brani finali "Infine l'avere ottenuto dai Comandanti nemici dei nostri Campi attestazioni di stima e di rispetto, certamente non rilasciate ai collaboratori ha sicuramente permesso di recuperare quella dignità offuscata dalla vergogna dell'8 settembre e di bilanciate il sarcastico neologismo inglese del to badogliate, cioè tradire con ignominia. Però noi di Hereford e delle Hawaii non eravamo i soli NON dei circa 560.000 prigionieri italiani in mano alleata (di cui 398.000 in mano inglese ...125.000 in mano americana...e 37.500 in mano francese, ove peraltro non venne richiesta la collaborazione)....i non cooperatori, dichiarati tali, furono 4.727 in mano americana; 9.524 in mano inglese, in Medio Oriente e India, 5.402 ...nel Kenya, 1.000 in Sud Africa, 17.027 in Australia (in quanto non considerati di diritto quali cooperatori).... In complesso quindi i non cooperatori- sono stati poco più di 100.000 ...pari a circa il 20% di tutti i prigionieri italiani catturati dagli alleati, Il no nacque spontaneo...nello stesso momento, senza che un gruppo sapesse dell'altro".


Il generale Renzo Montagna

di Pasero, Roberto

Presentazione

Università Pavia, Scienze Politiche (Tesoro), Pavia, pp. 531.

Commento

E' una biografia completa, con ricerche originali. Le note sono numerose e apprezzabili. Le stonature vengono da giudizi su persone e su contesti generali, assimilati dalla letteratura del dopoguerra e in militanze partitiche.
Interessante il brano conclusivo "Sicuramente per entrare nella storia bisogna saper compiere gesti eccezionali, di cui Montagna non fu capace. Certamente lui, come persone che stavano più in alto di lui ad esempio Mussolini, commisero l'errore gravissimo di non mantenere i nervi saldi nel momento del crollo senza tenere conto delle responsabilità di comando. E' altrettanto vero, però, che nella storia si entra più da morti, che da vivi; che in certi momenti della vita, specie se sono passati gli ardori giovanili e si è entrati nella fase della maturità, possono prevalere le consapevolezze di una più concreta presa visione dell'impossibilità di fare qualcosa di positivo.....Anche se non fu un eroe come qualcuno gli contestò di non essere stato, qualifica che comunque ben pochi nella storia dell'umanità meritano, resta pur sempre un personaggio positivo, degno di essere additato, nel mondo sempre più corrotto e privo di valori e di fede in cui viviamo, come esempio e di riferimento per la sua rettitudine e coerenza di ideali da lui mai rinnegati".


Il Partito Fascista Repubblicano a Trieste

di Scocchi, Raffaella

Presentazione

Università Trieste, Scienze Politiche (Maserati), Trieste, 1996, pp. 241.

Commento

Trieste, il Confine Orientale e le foibe sono, per gli italiani, storia scottante e aperta. Ogni studio in argomento, pur settoriale, è utile anche quando si riduce ad una raccolta di note storiche più volte pubblicate. L'autrice descrive come il 9 settembre 40 giovani con qualche componente delle Squadre d'Azione del PNF, guidati da Idreno Utimperghe, già Segretario dell'Unione Fascista dei Lavoratori dell'Industria, riescano ad occupare l'ex sede del Fascio triestino in Via Donota e l'indomani la sede del quotidiano IL PICCOLO, che soltanto il 15 ottobre 1943 avrà un definitivo Direttore: Vittorio Tranquilli, gradito al Supremo Commissario della "Zona di Operazioni Litorale Adriatico". Il primo Commissario del PFR triestino è Luigi Ruzier, avvicendato il 29 settembre 1943 da Idreno Utimperghe che si avvale del sostegno delle "Forze Armate Fasciste - Mai Morti" guidate da Beniamino Fumai e che a Lucca, prima della Legge istitutiva del 30 giugno 1944 organizzera la Brigata Nera Mussolini, comandandola fino a Dongo. Bruno Coceani, Capo Provincia di Trieste dal 24 ottobre, sollecita e ottiene un cambio della guardia e dal 2 dicembre 1943 un Triunvirato composto da Luigi Ruzzier, Italo Sauro e Renzo Migliorini regge una Federazione triestina che inizia "l'attività che compete al PFR, quella politica", così annuncia IL PICCOLO in data 17 dicembre 1943. Da febbraio fino al 15 ottobre 1944 resta Ruzzier a condurre il PFR che forma la Brigata Nera lasciandone nel settembre il comando ad un militare, Antonio Vidusso. L'ultimo "Federale" di Trieste, dal 28 novembre, è Bruno Sambo. La Federazione del PFR, intestata dall'11 settembre 1943 ad "Ettore Muti", con 3.600 iscritti a fine 1943 e che dal 18 maggio 1944 pubblica ITALIA REPUBBLICANA, insieme alla MDT-GNR, alla X MAS e ad Alpini, Bersaglieri e Artiglieri della RSI che si opposero ia fianco dei tedeschi alle orde sloveno-croato-titine, integrate da comunisti triestini e istriani, sono realtà della cruenta emergenza 1943-1945 in Venezia Giulia.


Il processo di Verona fra memoria, propaganda e riflessioni tecnico-giuridiche.

di Contolini, Michele Guido Silvano

Presentazione

Università Alma Mater, Giurisprudenza (Bonini), Bologna, 1999, pp. 122.

Commento

La Tesi che termina con "Vendetta era stata fatta" si snoda su questo preconcetto. L'autore colloca sul piano dei rapporti tra persone le fucilazioni al Forte di San Procolo, alla periferia di Verona dell' 11 gennaio 1944 alle ore 9,20. Cinque fucilazioni che, è molto vero, non puniscono i principali colpevoli della consegna dell'Italia ai regi, già pronti ad accordarsi con il nemico invasore nel vano tentativo di salvare il proprio futuro.
Da sempre è accertato che anche condanne a morte molto simboliche e popolari mai producono vantaggi. Eppure accadono ovunque, al pari delle decimazioni e delle rappresaglie. E' una connotato delle guerre, piccole e grandi. L'autore scrive anche "Ma al poligono di Verona si arriva non dal salone delle feste di Castelvecchio ossia dal luogo ove fu celebrato il processo: bisogna infatti risalire all'estate del 1943 e più precisamente alle ore 17,00 del 24 luglio di quell'anno, giorno in cui a Palazzo Venezia si riunì per l'ultima volta il Gran Consiglio del Fascismo".


Il proiettile di carta

di Pompei, Bruna

Presentazione

Università Trieste, Scienze Politiche (Bonvecchio), Trieste, 2002, pp. 151.

Commento

Non è una importante Tesi a sfondo storico, ma un attraente studio sui simboli adottati nella propaganda figurata del Regime fascista con particolare attenzione alla propaganda della Repubblica Sociale Italiana.
L'autrice, nelle "Conclusioni" a pagina 136 scrive "Tutto si concentra sull'illustrazione di pochi temi basilari, cercando di mantenere toni pacati e posizioni di estrema cautela. Si tratta la disciplina e lo spirito di sacrificio e collaborazione regnanti in patria...si celebra la potenza bellica italiana cercando, allo stesso tempo, di non alimentare un'eccessiva fiducia nella vittoria...Il tutto condito da un sapiente uso di richiami ai valori e alle convenzioni culturali del paese, tralasciando quanto è più possibile di inserire nelle immagini la simbologia fascista. Allo stesso modo, la propaganda che si sviluppa dopo l'8 settembre 1943 in seno alla Repubblica Sociale italiana, conserva la gran parte dei caratteri appena considerati...L'esigenza è quella di un'immagine più umana, palpitante".


"IL REGIME FASCISTA" il quotidiano di Farinacci (1943 - 1945)

di Gonzaga, Davide

Presentazione

Università Alma Mater, Lettere (Gagliani), Bologna, 1997, pp. 246. in Appendice la biografia di Roberto Farinacci e l'elenco dei collaboratori del quotidiano cremonese.

Commento

La Tesi, una analisi del quotidiano di Farinacci che nella veste repubblicana torna nelle edicole il 28 settembre 1943, è composta di nove capitoli. Il più importante è il quinto dal titolo "Il ruolo del Partito fascista repubblicano nella RSI" che affronta la disputa tra fascisti intransigenti guidati da Pavolini, Mezzasoma e Farinacci, ma anche da Enzo Pezzato, secondo ed ultimo direttore di LA REPUBBLICA FASCISTA e il filosofo ex Crociano Edmondo Cione, già bibliotecario alla milanese Accademia Di Belle Arti in Palazzo Brera, che il 18 febbraio 1945 fonda "Raggruppamento Sociale Repubblicano", l'unico gruppo di opposizione politica in RSI. Ma è interessante anche il sesto capitolo "La soluzione economico-sociale". Esagerato uso delle citazioni e delle note.


Intellettuali, politici e giovani napoletani nella RSI

di Gentile, Fabio

Presentazione

Istituto Universitario Orientale, Lettere (Parente), Napoli, 1997, pp. 237.

Commento

La tesi riserva 103 pagine ad Edmondo Cione che, nell'estate 1944, assume notorietà grazie a Mussolini e che è uno degli illusi, tramite politiche a difesa dei diritti del lavoro, sulla pacificazione italiana delle menti: pacificazione che chi è al potere, avendo tradito in guerra, mai accetterà perchè conscio di poggiare su coda di paglia infamante. Tra gli intellettuali, l'autore menziona il salernitano Spampanato e l'avellinese Preziosi, ma non il beneventano Coppola. Interessanti le carte militari e di prigionia del paracadutista Vittorio Carloni, ma non vi è traccia di documenti dello zio, il generale Mario Carloni. Dunque un'opera incompleta e scritta secondo i canoni del lavaggio del cervello antifascista e accettando per vero ciò che viene pubblicato da chi antifascista non è.


I prigionieri di guerra italiani in India nella seconda guerra mondiale

di Banfi, Roberta

Presentazione

Università Studi, Scienze Politiche (Dolcini), Milano, 1999, pp. 196.

Commento

L'argomento è stato scelto "perché da bambina ho vissuto per tre anni in India con i miei genitori a New Delhi", così premette l'autrice che, riportato le parti della CONVENZIONE DI GINEVRA che riguardano i prigionieri, suddivide la Tesi in due parti: "inquadramento storico" e "interviste", ognuna composta di tre capitoli Molto approssimativi i dati numerici dei catturati dai britannici nelle singole operazioni in Africa Settentrionale e in Africa orientale (viene indicato un totale di 450 mila) e dei trasferiti in campi di concentramento dell'India. Il campo di Bangalore raccoglie 24 mila Soldati e Sottufficiali e il campo di Prem Bagar, oltre 800 civili che non ricevono sussidi ma sono aiutati da civili tedeschi, 59 Generali. II 26 dicembre 1942, 9 Generali e cioè Gazzera, Trezzani, Frusci, Cona, Pitassi, Bergonzoli, De Simone, Pinna e Guasco da Bombay sono trasportati, doppiando l'Africa del Sud, in America. Il capitolo più documentato è quello relativo al quinto gruppo campi di Yol, con 10 mila Ufficiali e 3 mila addetti ai servizi. Dopo l'8 settembre 1943, un quarto di detti Ufficiali ristretti ad Yol, che una Relazione al Governo del Sud definisce "dissidenti", vengono radunati nel campo 25 passato alla storia come il campo dei repubblicani fascisti.
Gli intervistati sono tutti "cooperatori".


I prigionieri italiani nei campi americani, inglesi, francesi

di Spadoni, Pier Silvio

Presentazione

Università Studi, Scienze Politiche (Dolcini), Milano, 1980, pp.136

Commento

La Tesi è articolata in reazioni alla cattura, prime perquisizioni e trattamento dei prigionieri, dislocazione geografica e vita nei campi, psicosi del reticolato, attività lavorative, ricreative, culturali e l'informazione all'interno dei campi e i rimpatri. Contiene interessanti testimonianze.


I processi per collaborazionismo nelle sentenze della Corte d'Assise Straordinaria e Speciale di Brescia (25 maggio 1945 - 28 novembre 1947)

di De Matola, Giuseppe

Presentazione

Università Studi Milano, Lettere (Granata), Milano, 2000, pp.350

Commento

Ricerca documentata che conclude "E poiché i processi per collaborazionismo furono eminentemente dei processi politici, in essi si attuò una duplice criminalizzazione: quella del reato e quella dell'idea politica che l'aveva sostenuto. Nove i condannati a morte, di cui due uccisi e il laureando dedica più Capitoli per spiegare perché uccisi in modo doppiamente arbitrario.


I sardi nella RSI e il fascismo clandestino nella Sardegna

di Abis, Angelo

Presentazione

Università Cagliari, Lettere (Atzeni), Cagliari, 2002, pp. 131. E' una Tesi di specializzazione in "Studi Sardi".

Commento

I sottocapitoli del Capitolo I sono: "I Politici", "I Militari" e "Gli Intellettuali, gli Artisti e i Poeti (Biasi, Oppo, Orano, Pattarozzi, Porrino, Ruinas)" e "La propaganda della RSI verso la Sardegna- Dal mito di G.M.Angioy alla promessa dell'autonomia"
Il Capitolo II ha come titolo "IL Fascismo clandestino in Sardegna dal 1943 al 1946" e contiene la "Sentenza del Tribunale Militare della Sardegna pronunciata il 29 agosto 1944 contro i componenti del Comitato Regionale Fascista di Sassari" (Pigliaru, Pinna, Tanda, Scanu, Berardi, Cardi, Russo, Bologna, Putzu, Mattoni, Benetti gli 11 imputati).


Italia, Germania, Giappone dall'1 settembre 1939 al Patto Tripartito

di Pisani, Pier Paolo

Presentazione

Università Parma, Giurisprudenza (Duca), Parma, 2001, pp.369.

Commento

Firmato il 27 settembre 1940 a Berlino, il Patto "Tripartito" nel suo terzo anniversario è rilanciato da Mussolini il 28 settembre 1943 dal Q.G. della Rocca delle Caminate (FO). L'annuncio è la carta vincente per assicurare una pur modesta valenza internazionale alla RSI, che viene riconosciuta anche da uno Stato rivoluzionario al di fuori del Patto. Ovvero da India Libera il cui Governo è costituito da Rash Behari Bose (25 maggio 1886 - 21 gennaio 1945) il 21 ottobre 1943 e il cui Esercito, formato anche da un Reggimento femminile, è agli ordini di Subhas Chandra Bose (23 gennaio 1897 - 18 agosto 1945), il capo del Movimento per l'indipendenza indiana che, in alternativa al pacifista Gandhi, combatte contro i britannici.
Il "Tripartito" viene sciolto dal Giappone il 15 maggio 1945. Dall'alleanza difensiva Germania-Giappone-Italia rimangono influenzati in modo molto negativo Stati Uniti e URSS. Durante la validità del "Tripartito", la più danneggiata è la Germania che non compie ritorsioni per non peggiorare i rapporti con un alleato militare inadempiente contro l'URSS, quello stesso Giappone che aveva reclamato contro il trattato tedesco-sovietico del 28 settembre 1939. I sovietici il 14 aprile 1941 stipulano un vantaggioso Patto di neutralità proprio con il Giappone. Detta neutralità viene ricusata il 5 aprile 1945 dai sovietici che accortamente dichiarano guerra al Giappone l'8 agosto, due giorni dopo il lancio della prima bomba atomica su Hiroshima.


La banda Carità - Storia del Reparto Servizi Speciali

di Caporale, Riccardo

Presentazione

Università Alma Mater, Lettere (Gagliani), Bologna, 2004, pp. 550.

Commento

E' evidente l'influenza di una Relatrice molto consapevole che ogni scritto sulla RSI, non importa se diffamatorio, apporta notorietà, Se poi il Laureando è già nell'ambiente del "mito resistenziale", strumentalizzarlo è facile.
Il Reparto è analizzato in ottica antifascista e sull'onda di preconcetti contro Militari più noti di altri. Anche se è vero che il controspionaggio e la sicurezza interna in qualsiasi parte del mondo, soprattutto se in emergenza prolungata per guerriglia in atto, comportano per gli Addetti azioni al limite e oltre la legalità del tempo di pace. Azioni che in un giudizio storico dovrebbero attirare l'attenzione per responsabilità ambientali e collettive piuttosto che personali, per la finalità repressiva di vertice piuttosto che per le metodiche di base.
L'appendice I è una intervista a Elisa Carità, mentre 20 immagini compongono l'Appendice II: un po' poco come documentazione.


La Decima Flottiglia MAS e la Venezia Giulia

di De Felice, Sole

Presentazione

Università Sapienza, Scienze Politiche (Aliberti), Roma, pp. 125.

Commento

L'autrice ha con diligenza frequentato lezioni universitarie dello storico, omonimo ma non parente, Renzo De Felice.
La Tesi è in tre capitoli ed è corredata da tre testimonianze. Riceve molti apprezzamenti, un premio dall'Ufficio Storico della Marina Militare e diviene parte essenziale del libro edito da Settimo Sigillo nel 2003.
La conclusione di cinque pagine così inizia "Nel settembre 1945 a Londra, in occasione della Conferenza tra i Ministri degli Esteri di Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Unione Sovietica per impostare il Trattato di Pace con l'Italia, Degasperi, allora Ministro degli Esteri del Governo Parri, si fece preparare un "appunto" dal suo Ufficio di Gabinetto nel quale veniva riconosciuta alla RSI ed in particolare alla "Decima Mas" un'azione positiva in difesa dell'italianità della Venezia Giulia e dell'Istria".
E così termina "All'interno della RSI, la X MAS visse una sua particolare realtà, spesso esaltante per i suoi uomini, e talvolta non compresa nelle sue componenti ideali e pratiche. Il suo forte spirito di corpo, la sua capacità di aggregazione, anche grazie all'eco delle eroiche gesta dei "maiali", ed il suo carattere prevalentemente nazional-patriottico, vennero a volte interpretati come intenzione di creare un potere alternativo. Ma fu una interpretazione sbagliata e smentita, riteniamo, da una sostanziale e costante fedeltà di fondo".


La guerra e il territorio. Corrispondenza e testimonianze di un militare al fronte: 1943 - 1945

di Passeri, Serena

Presentazione

Università di Siena 1240, Scienze Politiche (Maggi), Siena, 2012, pp. 153

Commento

Chi scrive è la figlia del Combattente della RSI protagonista della Tesi di Laurea, il Caporale Carlo Augusto Passeri del Gruppo Esplorante della Divisione Alpina MONTEROSA, un Bersagliere tra gli Alpini. Nel dopoguerra, studente in Ingegneria Meccanica all'Università di Pisa e di nuovo reclutato, per due mesi è in Servizio di Leva a Trento, dal 28 ottobre 1951, nel 9. Reggimento Artiglieria Pesante Campale. Viene finalmente posto in congedo il 15 maggio 1952. La figlia così conclude la pagina dei ringraziamenti: a mio padre Augusto per avermi insegnato a sapersi rialzare dopo ogni difficoltà senza mai arrendersi.


La GNR tra Esercito e Polizia

di Cappellari, Pietro

Presentazione

Università Sapienza, Scienze Politiche (Aliberti), Roma, 2000, pp. 515 in due volumi.

Commento

E' la più ampia ricerca finora effettuata sulla Guardia Nazionale Repubblicana. Però molto da perfezionare. Con grande attenzione alle motivazioni e ai ruoli della Guardia Giovanile e alla riorganizzazione e ai ritardi nella effettiva integrazione dei Comandi Provinciali quando, dall'autunno 1944, ne fu disposta l'unificazione con quelli dell'Esercito.


La memoria della guerra civile nei reduci della RSI

di Ciavattone, Federico

Presentazione

Università Normale Pisa, Lettere (Pezzino), Pisa, 2005, pp. 208.

Commento

Il titolo, forse imposto, soddisfa i desiderata dell'antifascismo, che sono quelli di trasporre sul campo di guerra una sopravvenuta, con tanti promotori. faida politica capace soltanto di colpisci e fuggi. Ovvero lotta irregolare contro chiunque operasse per la legalità, insieme a sabotaggi utili al nemico imperialista che risaliva la penisola.
Una "cobelligeranza" mitizzata nel dopoguerra, ma non riconosciuta dagli atti internazionali del cessate il fuoco del 28 aprile 1945 a Caserta, dal Trattato di Pace del 10 febbraio 1947 a Parigi e neppure dal vincitore sovietico.
Per opportunismo il titolo sembra ben accolto dall'autore, pur consapevole che contrasta con i risultati delle ricerche compiute. Infatti nelle conclusioni, a pag. 273, si pone la domanda "E, infine, perché per i reduci della Repubblica Sociale, è così difficile accettare il termine guerra civile ?". La spontanea risposta di un Soldato, non necessariamente dell'Onore o italiano, ma rispettoso della Bandiera, è questa perché la scelta di continuare la guerra contro gli angloamericani non comprendeva una sconosciuta ipotesi di scontri a sangue con altri italiani.
In ogni guerra mai è stata messa sullo stesso piano la guerriglia, anche quando veniva giustificata a posteriori, con i combattimenti per la difesa del territorio patrio. I Soldati di uno Stato sovrano che quando si arruolano non prevedono da un nemico oltre tutto invasore, in aggiunta ad attacchi aerei o sbarchi, di essere colpiti dietro il fronte di battaglia da mercenari e disertori, non possono evitare di difendersi da funesti terrorismi alle spalle.
Durante i 600 giorni repubblicani contro un crescendo di imboscate o razzie in retrovia, senza alternative, ci furono reazioni protettive della sicurezza propria e della popolazione. Sicurezza che mirava alla salvaguardia della dignità di una Nazione in guerra dal 1940, e ormai perdente, per condurre l'intera Italia ad una sconfitta secondo prassi militare internazionale, pena un futuro senza speranze di ripresa. Riuscendovi, pur in condizioni d'emergenza.
I combattenti della RSI non furono controparte di una "guerra civile" e nessun lavaggio del cervello potrà riuscire nel proposito di declassarli a contendenti dei cosiddetti liberatori antifascisti.


La politica legislativa nella RSI

di Ziletti, Elena

Presentazione

Università Brescia, Giurisprudenza (Sciumè), Brescia, pp. 307.
In Appendice "Schema di Decreto Legislativo concernente l'istituzione degli Organi Corporativi", testo mai divenuto Legge (bozza di stampa Achivio Manlio Sargenti).

Commento

E' una Tesi che trova motivazioni per una ricerca critica sulla produzione legislativa della RSI dalla Mostra "L'immagine della RSI nella propaganda" e dal "Convegno sulla RSI" ambedue organizzati, nell'ottobre 1985, a Brescia dalla Fondazione Luigi Micheletti e dalla esistenza di una specifica attività su detti temi, a partire del 1986, a Cicogna di Terranuova Bracciolini (AR) da parte di un Istituto Storico della RSI.
Siccome appartiene ad una generazione non coinvolta con il fascismo e con la seconda guerra mondiale, l'autrice dichiara di poter affrontare con serenità ogni genere di studio, anche settoriale, su un periodo di grande emergenza ma di indubbia appartenenza alla storia italiana.


La politica sociale della RSI come si evince dai verbali del Consiglio dei Ministri della RSI

di Paravia, Alessandro

Presentazione

Libera Università "S.Pio V", Scienze Politiche (Pezzana), Roma, pp. 299.

Commento

Questo l'inizio della conclusione "I Verbali delle sedute del Consiglio dei Ministri della RSI sono diciassette. Esaminandoli appare evidente come Mussolini e il Consiglio abbiano cercato di tutelare diritti e bisogni della popolazione in un periodo di estrema tensione e drammaticità....I provvedimenti legislativi approvati dal Consiglio dei Ministri della RSI sono in totale 1088; i decreti legge proposti dallo stesso Mussolini sono 153".
La Tesi termina con il "Testamento di Benito Mussolini", preceduto dal suo ultimo scritto a Germasino (CO) nella notte del 27 aprile 1945 "Una donatio post obitum ...per i camerati: non è la fede che arriva nell'ora del crepuscolo quella che mi sostiene, è la fede della mia infanzia e della mia vita che mi impone di dover credere, anche quando avrei diritto di dubitare. Non so se questi miei appunti saranno letti dal popolo italiano; vorrei che così fosse, per dargli la possibilità di raccogliere in confessione di fede il mio ultimo pensiero. Non so nemmeno se gli uomini mi concederanno il tempo sufficiente per scriverli. Ventidue anni di governo non mi rendono probabilmente degno, a giudizio umano, di vivere altre ventiquattro ore... Ho creduto nella vittoria delle nostre armi, come credo in Dio, Nostro Signore, ma più ancora credo nell'Eterno, adesso che la sconfitta ha costituito il banco di prova sul quale dovranno venire mostrate, al mondo intero, la forza e la grandezza dei nostri cuori. E' ormai un fatto che la guerra è perduta, ma è anche certo che non si è vinti fin quando non ci si dichiara vinti .........".


La proprietà e l'iniziativa privata - Dall'art.VII della Carta del Lavoro al Corporativismo proprietario di Ugo Spirito

di De Lorenzi, Vittorio

Presentazione

Università Alma Mater, Giurisprudenza (Bonini), Bologna, 1996, pp. 211.

Commento

Questa importante considerazione, a pagina 189 della Tesi "...il fascismo ha al suo interno una forte componente di sinistra, sinceramente rivoluzionaria e d'avanguardia che con varie provocazioni e proposte ha pervaso tutto il ventennio costituendo il vero fascismo, ma riuscendo a trionfare e ad essere maggioranza solo durante la Repubblica Sociale" ne giustifica l'inclusione tra la attinenti alla RSI.
L'opera spiega anche l'interessante corporazione proprietaria teorizzata dal filosofo aretino Ugo Spirito.


La quarta arma: giornali e giornalisti a Vicenza durante la RSI

di Fontana, Roberto

Presentazione

Università Padova, Lettere-Corso in Scienza delle Comunicazioni (Fumian), Padova, 2005, pp. 205.

Commento

La ricerca storiografica è lodevolmente dettagliata, anche se le 26 pagine riservate al suo peso nelle quotidiane vicende gratificano in modo sproporzionato il Clero vicentino
L'autore nel linguaggio che usa, forse acquisito a scuola o in famiglia, non riesce a liberarsi dai toni della propaganda dominante in Italia sul periodo 1943- 1945 che, per interesse, altera da 60 anni perfino nomi e titoli dei protagonisti di quegli avvenimenti, tutti a complessa motivazione e quindi a difficile comprensione. I rispettivi comportamenti in quei 600 giorni sono molto poco confrontabili anche se si dispone di documenti incontestabili, perché chi doveva governare operava e soffriva per la grande emergenza di tutti, mentre chi voleva sabotare rischiava la vita per il proprio futuro tornaconto o per una occasione di impunità nella vendetta politica.

La Repubblica Sociale Italiana: Mito e realtà

di Brunori, Paolo

Presentazione

Università Macerata, Scienze Politiche (Magnarelli), Macerata, 1994, pp. 167.

Commento

E' un'opera valida, con un capitolo non privo di elementi obiettivi sulla RSI e uno di equilibrate testimonianze, perch è tra le prime e perchè è riferita al Centro Italia. Il secondo capitolo, con le gerarchie provinciali, è il più importante.
La ricerca è fondata sulla letteratura del dopoguerra, quasi tutta a verità romanzata.
Il vocabolario e i ragionamenti non si discostano, talvolta con virgolette, da quelli conculcati dall'antifascismo.


La Repubblica Sociale Italiana nella "Provincia del Duce"- Forlì----25 luglio 1943-9 novembre 1944

di Ghinassi, Nicola

Presentazione

Università Alma Mater, Scienze Politiche (Dogliani), Forlì, 1996, pp. 120.

Commento

"Una generazione al fronte: L'esercito della RSI" è uno dei sottotitoli della Tesi, che nel linguaggio, nei giudizi politici e nelle scelta delle fonti rispecchia conformismo e mito antifascista.
L'opera ha almeno due gravi omissioni, da addebitare ad inadeguata cultura storica della Relatrice. La Provincia nei suoi tredici mesi repubblicani fu luogo delle battaglie contro l'Ottava Armata britannica sul fiume Ronco e sui canali Ravaldino e Cosina, con 5 Caduti del Battaglione "Forlì", e da fine settembre ad inizio novembre 1943 e per due prime settimane ad inizio agosto 1944, con l'attiva presenza di Mussolini a Rocca delle Caminate e a Castrocaro, ebbe il privilegio di essere sede del Quartier Generale della RSI.

La rivoluzione nella rivoluzione

di Pisciotta, Salvatore

Presentazione

Università Palermo, Scienze Politiche (Guccione), Palermo, 1995, pp. 164 e pp. 200 con 28 documenti.
Il Documento n. 14 contiene da Gazzetta Ufficiale, 22 dicembre 1944 XXIII, n. 298 con l'importante Decreto Legislativo del Duce, 12 ottobre 1944 XXII, n. 861 "Norme integrative e di attuazione del decreto legislativo, 12 febbraio 1944 XXII. n. 375 concernente la socializzazione delle imprese.

Commento

E' la Tesi più incisiva sulla "socializzazione" in RSI, con critiche alla Costituzione del 1948 vigente in Italia.
Con il sottotitolo "Cronistoria della dottrina sociale fascista. Il nuovo ordinamento economico produttivo repubblicano: verso un nuovo modello socio-economico nazionalsocialista" è anche un libro pubblicato da Settimo sigillo, edito nel 1997, cha ha in copertina una fotografia di D'Annunzio con Mussolini.


La scelta dei giovani dopo l'8 settembre. Il caso bolognese

di Gambetti, Federico

Presentazione

Università Alma Mater, Lettere (Gagliani), Bologna, 1994, pp. 258,

Commento

Il pretitolo è "L'ultima leva". Le testimonianze sono 30 compresa quella dell'autore che riesce ad evitare il Servizio di Leva perché al momento del richiamo è già in forza, su domanda e perché figlio di Ufficiale MVSN, al Servizio Civile tedesco di Bologna quale "corriere" addetto al trasporto della corrispondenza militare tedesca e talvolta all'accompagnamento ai Centri di raccolta di Milano e di Verona di lavoratori volontari idonei al lavoro in fabbriche della Germania. Centri di raccolta che insieme agli Uffici di Collocamento italiani provvedono ai contratti e al trasferimento di detti lavoratori. Quando quel Servizio Civile lascia Bologna nel settembre 1944, l'autore è assunto dalla Todt con l'incarico di interprete presso una Ditta di fortificazioni tra Castenaso e San Lazzaro, lavori che si interrompono il 14 aprile 1945.


Le Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana

di Manca, Alberto

Presentazione

Università Cattolica, Scienze Politiche (Ilari), Milano, 1995, pp. 477. L'Appendice ha 25 pagine di cartine, organigrammi e manifesti.

Commento

E' la prima Tesi che secondo fonti note ricostruisce, con diligenza e con interessanti dettagli, le componenti delle Forze Armate Repubblicane. Non tenta nuove vie di ricerca.


Le Forze Armate nella RSI

di Falco, Sebastiano

Presentazione

Università Federico II, Lettere (Barbagallo), Napoli, 2005, pp. 107 con Appendice pp. 32.

Commento

La Tesi, che non è la prima in questo argomento, riassume le note strutture costitutive delle Forze Armate Repubblicane. Il loro attivo schieramento lungo la Penisola e ai Confini alpini nei mesi cruciali 1944-1945 del conflitto produce due risultati: la RSI è lo Stato italiano che perde la guerra e i suoi Militari, sul campo e in prigionia, vengono tutelati secondo la Convenzione di Ginevra.
Opportunamente ripreso da "Fascisti 1943-45" pubblicato da Settimo Sigillo nel 1993, viene riportato a pagina 101 della Tesi questo brano "La polemica Nord-Sud rispetto ad un riconoscimento da parte degli Alleati non toccava minimamente Mussolini, il quale affermava che la Repubblica sociale italiana non è uno Stato che si contrappone al Regno del Sud di Vittorio Emanuele III, ma è lo Stato italiano nella sua continuità storica e giuridica".


L'eroico disfattismo: ordine e spirito pubblico a Brescia e provincia nei Notiziari della GNR (1943-1945)

di Pasini, Maria Paola

Presentazione

Università Cattolica Milano, Lettere (Crivellini), Brescia, pp. 176.

Commento

E' una Tesi con sole fonti antifasciste che presta molta attenzione agli "attendisti", il cui atteggiamento secondo l'autrice diviene determinante nel negativo sbocco finale della RSI.
La ricerca è tratta dalle 85 carte dei Notiziari GNR della Provincia di Brescia, dal 23 gennaio 1944 al 20 aprile 1945.
I Notiziari consultati sono quelli disponibili presso la Fondazione Micheletti di Brescia (in complesso, 14542 carte) che provengono dalla caserma GNR di Rezzato (BS), già Villa Fenaroli, con integrazioni dall'Archivio Centrale dello Stato e dall'Istituto Storico della Resistenza di Firenze.
Queste le conclusioni "I Notiziari, sono uno strumento prezioso perché esplorano con acume quella che oggi viene denominata la "zona grigia": un'ampia componente della società italiana su cui gli storici si sono concentrati negli ultimi anni ....In questa dimensione maggiore spazio ha trovato lo studio degli atteggiamenti della massa.... Molti studiosi dell'ultima generazione si sono mossi in questa direzione....I Notiziari hanno un ruolo di assoluto rilievo in questa categoria di fonti, offrendo un punto di vista interno al regime, alieno però da intenti retorici e celebrativi."


Merico Zuccari:un montefanese, tra fascismo e Repubblica di Salò

di Domizi, Francesco

Presentazione

Università Alma Mater Bologna, Lettere e Filosofia (Gagliani), Bologna 2009, pp.144

Commento

Viene documentata la vita e l'attività di un eterno Militare che in Repubblica Sociale Italiana forma e guida senza interruzione il Reparto più efficiente ed il più impiegato dai tedeschi nelle retrovie, la Legione GNR "M" Tagliamento. Nè la Relatrice che da tempo sfoggia un dotto antifascismo, né un accondiscendente laureando riescono a scalfire il prestigio di questo fedele leggendario Comandante. Tanto leggendario che, con fortunosa spregiudicatezza, dalla latitanza in Argentina si oppone ad ogni grado di giudizio persecutorio e riesce ad evitare le patrie galere resistenziali.


Militarizzazione del PFR e Brigate Nere

di Martelli, Manfredi

Presentazione

Università Firenze, Scienze Politiche (Lotti), Firenze, 1994, pp. 229. In Appendice il Diario Storico della IV Brigata Nera Mobile "Achille Corrao", Battaglione "Ettore Muti" Ravenna - Distaccamento di Pieve di Vergonte (Novara) dal 21 febbraio 1945 al 22 aprile 1945 e la lettera del 25 ottobre 1944 di Pavolini a Mussolini, nella quale insiste per la nomina di Pino Romualdi quale secondo Vice Segretario a Milano, soltanto per presiedere all'organizzazione e al coordinamento dei vari uffici, oltre a rappresentarlo sul posto in caso di assenza.

Commento

E' un meritevole sforzo di far comprendere come si formarono ed operarono le Brigate Nere nell'ultimi mesi della RSI.
La ricerca non fa cenno alla primaria motivazione che, più di quelle propagandate a posteriori, consiste nell'offrire all'iscritto PFR preso di mira dai gappisti una dignitosa e organizzata condizione di Militare con diritto e possibilità di difendersi. Tutti gli appartenenti al Corpo Ausiliario delle CC.NN., suddiviso in Brigate Nere provinciali, il 4 aprile 1945 vengono sottoposti per precisa volontà di Mussolini al diretto comando di Graziani. Di conseguenza anche detto Corpo. considerato nei documenti, in italiano Reparti Militari fascisti e in inglese Italian Republican military or para military forces, ha valido inserimento nel Local Surrender di Caserta del 29 aprile 1945.
Come gli altri italiani e come i tedeschi, gli Squadristi saranno prigionieri di guerra nei Campi US del Tirreno e nei Campi UK dell'Adriatico. Nel dopoguerra, le famiglie di Caduti delle Brigate Nere riceveranno pensione di guerra.


Organizzazione sanitaria a Bologna in tempo di guerra 1940-1945

di Casarini, Carlo

Presentazione

Università Alma Mater, Lettere (Legnani), Bologna, 1986, pp. 597 in due Volumi. L'Appendice ha una nota biografica dei periodici dell'epoca.

Commento

Una ricerca originale ed documentata. E' un pregevole affresco sugli Addetti alla Sanità Pubblica bolognese, ma anche sui reggitori civili, militari e politici di una città che con gli sfollati dall'Appennino contava 600.000 residenti.


Piero Pisenti Guardasigilli della R.S.I.

di Bellavia, Maria Luisa

Presentazione

Università Alma Mater, Giurisprudenza (Bonini), Bologna, 1995, pp. 129 ed una voluminosa Appendice che, tra l'altro, contiene:
- discorso per l'inaugurazione delle Sezioni della Corte Suprema di Cassazione, Brescia-19 maggio 1944 XXI
- Premessa fondamentale alla Socializzazione 8Consiglio dei ministri del 13 gennaio 1944)
- Decreto legislativo del Duce 12 febbraio 1944 XXII n.375 in GAZZETTA UFFICIALE D'ITALIA n. 151
- "Rapporti col Clero" e "Le carceri e il trattamento dei detenuti", memoriali di Pisenti dal carcere di Brescia
- sentenza 15 giugno 1944 XXII contro Farinacci della Commissione per i beni di non giustificata provenienza
oltre a finali e disordinate fotocopie del GIORNALE DEL FRIULI, anni 1924-1925.

Commento

E' un'opera apologetica del Ministro Pisenti, che il 17 luglio 1946 viene assolto dall'accusa di collaborazionismo in riferimento agli articoli 51 e 54 del Codice Penale Militare dalla Corte straordinaria di Assise di Bergamo, sentenza che, respingendo l'impugnazione del Pubblico ministero. viene confermata in Cassazione il 24 aprile 1947. .


Prigionieri italiani negli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale. L'esperienza e la memoria dell'esperienza

di Cosso, Simone

Presentazione

Università Genova, Lettere (Molinari), Genova, 1996, pp. 255.

Commento

Una Tesi ricca per le citazioni di personaggi tra essi Alessandro Brighenti che compie tre tentativi di fuga e per le memorie. Importante quella della Camicia Nera Fernando Rosati, del X Battaglione della Divisione Giovani Fascisti catturato il 13 maggio 1943 in Tunisia e non cooperatore, ad Hereford nel Texas. Trasferito nell'aprile 1944 alle Hawai nel campo di punizione n. 7, quello di Schofield BarracKs nell'isola di Oahu confinante con un'area destinata, in condizioni molto precarie, a prigionieri civili giapponesi, nel marzo 1945 e dopo sette mesi di pane ed acqua Rosati vince la sua battaglia in Corte Marziale con questa autodifesa " finchè non ci porterete via da questa base avanzata della vostra guerra nel Pacifico, noi non lavoreremo".


Processo ai collaborazionisti: le Corti Straordinarie d'Assise a Bologna, Modena e Reggio Emilia.

di Manicardi, Andrea

Presentazione

Università Alma Mater, Lettere (Preti), Bologna, 1996, pp. 230.

Commento

La Tesi dipana come può un argomento difficile.
A pagina 132 riassume "La legislazione approvata dai due Governi Bonomi aveva tentato di demandare alla magistratura la gestione di sanzioni di tipo politico. La magistratura, impreparata al compito, applicò l'unico metro di giudizio che aveva a disposizione. La giustizia della Corti fu semplicemente l'applicazione di sanzioni penali, in gran parte desunte dal vigente codice ordinario, applicata ai collaborazionisti... colpire in alto e indulgere in basso perse significato e la CsA colpirono con più forza in basso, chi aveva commesso dei reati concreti e indulsero in alto nei confronti di quanti pur avendo ricoperto cariche anche importanti non si erano mai resi colpevoli di reati penalmente perseguibili".


Profughi fascisti toscani nel Nord Italia

di Rossi, Andrea

Presentazione

Università Alma Mater, Scienze Politiche (Piretti), Bologna, 1993, pp. 303.

Commento

La Tesi è un apertura alla codificazione della "guerra civile". La ricerca è di tipo territoriale e più utile, pur compiuta in modo sommario, delle generiche e sempre uguali pubblicazioni sull'argomento. Gli eventi descritti e i pochi Caduti citati sono un buon riferimento.
Il Capitolo Conclusione così inizia " In un seminario svoltosi nel settembre 1993 ...un reduce di Salò... affermava tra l'altro Mi considero tuttora prigioniero del presente Stato italiano, in quanto tra il Governo per il quale ho prestato giuramento cinquanta anni fa e la Repubblica Italiana, non è stato firmato alcun Trattato di Pace..." e così termina "Uscita dalla scena politica, la RSI è diventata negli stessi ambiti della destra oggetto di ricerca, che in prima persona ha impegnato molti dei reduci toscani, sino alla costituzione dell'Istituto Storico della RSI sito nelle vicinanze di Terranuova Bracciolini (AR). Questa al momento appare come l'ultima testimonianza in ordine di tempo dei fermenti che in questa regione ha avuto aspetti e vicende certamente singolari.". L'autore non accetta una collocazione antifascista.


SAF - Servizio Ausiliario Femminile 1944-1945

di De Stefano, Silvia

Presentazione

Università Ca' Foscari, Lettere (Bianchi), Venezia, 2000, pp. 119 . L'Appendice contiene interviste a otto Ausiliarie e alcune fotografie.

Commento

La Tesi fa un nobile tentativo di raccogliere elementi, di facile comprensione, attinenti il problema femminile e la relativa politica del fascismo e in particolare "il primo esempio di donne soldato nella storia". Le righe conclusive "con la loro decisione di prendere parte attiva alla Repubblica Sociale esse divennero protagoniste della storia che vissero, ma anche della tragedia che subirono", sono precedute da un brano del libro (180 pagine di scarsa competenza, con qualche tono arrogante) DONNE DI SALO' - LA VICENDA DELLE AUSILIARIE DELLA REPUBBLICA SOCIALE, edito da Sperling e Kupfer nel 1999 e scritto da Ulderico Munzi, dal quale l'autrice riprende molti concetti. Questo è il brano riprodotto "Le ausiliarie ignoravano l'olocausto. Erano trascinate dalla bufera che si era abbattuta sull'Italia. Molte non dovevano aver letto quel dettaglio del regolamento. Nel declino dell'ideologia fascista si accettava la regola infame pur di vivere l'avventura della Repubblica Sociale. C'era l'esigenza di sentire il calore del proprio simile ideologico.". L'autrice ammette che soltanto dopo aver letto il testo di Munzi, ha deciso di approfondire il "legame tra le donne e il fascismo", messo in sordina dai libri di Storia più diffusi.


Serpieri, protosociologo rurale

di Marasti, Fabrizio

Presentazione

Università Alma Mater, Scienze Politiche (Guidicini), Bologna, 1998, pp. 321.

Commento

Chiude la Tesi questo ricordo di Serpieri, nel 1944 epurato senza stipendio dall'Università di Firenze, da parte dell'ex allievo Mario Tofani " Per le sue grandi qualità umane di rettitudine e di bontà, per la sua opera interamente dedicata al progresso della scienza, allo sviluppo agricolo del Paese e al benessere delle popolazioni rurali Arrigo Serpieri rimane tra gli uomini illustri che hanno maggiormente meritato la riconoscenza del Paese. La sua memoria rimarrà viva in tutti coloro che lo conobbero e lo amarono: il suo insegnamento non è venuto meno con la morte, ma ancora si diffonde e continuerà a diffondersi tra le generazioni presenti e tra quelle future".


Socializzazione delle imprese e Corporativismo nella RSI

di Negri di Montenegro, Sebastiano

Presentazione

Università Alma Mater, Giurisprudenza (Bonini), Bologna, 1992, pp. 369 più documenti.

Commento

Molto ben documentata, è la prima Tesi sull'argomento. Prendendo come base istituzionale il "Disegno di un nuovo ordinamento dello Stato libero di Fiume", espone e commenta gli atti legislativi del Fascismo e della RSI riferiti alla "Carta del Lavoro" e al "Manifesto di Verona".


Stampa e regime fascista: Giorgio Pini

di Malfitano, Andrea

Presentazione

Università Alma Mater, Lettere (Legnani), Bologna, 1994, pp. 232.

Commento

Sono sempre discutibili gli elogi a giornalisti o scrittori politici. Lo sono ancor più quando, privilegiati dalla sorte e restando sulla ribalta pubblica a lungo senza aver esercitato altra concreta professione, riescono a far carriera.
Giorgio Pini. volontario nella guerra 1915-18 e laureato in Giurisprudenza, nasce e muore a Bologna (1 febbraio 1899 - 30 marzo 1987). Mussolini volendo premiarlo per la incensante biografia del 1926, editore Cappelli di Bologna, pagine 130, e anche rilanciare IL POPOLO D'ITALIA il 22 dicembre 1936 lo nomina Capo Redattore (il Direttore resta Vito Mussolini). Il quotidiano, anche perchè potenziato nei mezzi di stampa, più che raddoppia le 150 mila copie del tempo di Sandro Giuliani, fino al riprovevole ultimo numero del 26 luglio 1943. E' autore di successo con ITINERARIO TRAGICO, Omnia, Milano, 1950, pagine 319 e. insieme a Duilio Susmel, con MUSSOLINI, l'UOMO E L'OPERA, La Fenice, Firenze, 1953, pagine 2.128 in quattro volumi. In RSI dirige IL RESTO DEL CARLINO di Bologna, è Presidente del Tribunale Straordinario Provinciale di Firenze e dal 19 ottobre 1944, quale Sottosegretario per l'Interno e con sede a Gardone Riviera (BS), esegue ispezioni su ordine di Mussolini.