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Eventi

  • 5 per mille

    1 gennaio 2018



    Codice Fiscale FONDAZIONE DELLA RSI - ISTITUTO STORICO

    CF:91229450373

    Sul sito dell'agenzia delle entrate è disponibile l'elenco 2017 degli enti fruitori del 5 per mille.


  • Riunione Culturale

    25 novembre 2018

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Carlo e Giorgio Viale
    La difesa di Genova 1943-45, seconda parte
  • Riunione Culturale

    24 febbraio 2019

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Daniele Trabucco
    La RSI nel contesto internazionale
  • Assemblea dei Soci Aderenti

    14 aprile 2019

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Alessandro Brignole
    Attentati Gappisti a Milano

Archimede Mischi

Da FondazioneRSI.

Archimede Mischi, Generale di Corpo d'Armata, sostituisce Gastone Gambara dal 12 marzo 1944 (nomina su G.U. n.116 del 17 maggio 1944) mantenendo la sede del Quartier Generale a Bergamo con Sottocapo di S.M. Alessandro Scala che ha come stretto collaboratore Aldo Gentilini.

Sottotenente alla Scuola Militare di Modena, nel 1906 passa nel 1.Reggimento Granatieri con il quale dal 1912 al 1913 partecipa in Libia alla guerra italo-turca. Nella 1.G.M., con la Brigata Catanzaro del 142. Reggimento Fanteria viene ferito il 26 luglio e l'1 novembre 1915 nella frazione S.Martino del Carso di Sagrado, a Castelnuovo e a Bosco Cappuccio, e il 6 agosto 1916 sul vicino San Michele meritandosi tre Medaglie d'Argento e, dopo la difesa contro la Strafexpedition dal 15 maggio al 18 giugno 1916 sull'Altopiano di Asiago, l'Ordine Militare di Savoia. Nel 1917 con la Brigata Salerno del 90. Reggimento è ferito in modo permanente al braccio sinistro nell'assalto alle doline del Carso di Boscomalo, oggi in Comune sloveno di Opacchiasella, ottenendo una quarta Medaglia d'Argento e il 25 novembre il grado di Tenente Colonnello con assegnazione a compiti sedentari. Promosso Colonnello in ausiliaria, entra nella MVSN e dal 26 aprile 1927 comanderà varie Legioni, la 171., la 82. e la 80. Console Comandante della 2° Divisione Libica nel 1932, in AOI nel 1935 è Vice Comandante della Divisione CC.NN. “21 Aprile” e dove ottiene la quinta Medaglia d'Argento. Nel 1941 è Ufficiale di collegamento della MVSN con l'11.Armata in Albania. Quale Comandante della Milizia Confinaria ha il grado di Generale di Corpo d'Armata dall'1 gennaio 1942.

Per nomina del Maresciallo Rodolfo Graziani dal 4 ottobre 1943 assume il Comando dell'Arma dei Carabinieri che dall'8 dicembre 1943 in 45 mila verranno inquadrati nella GNR. E' Presidente della Commissione di Revisione dell'Esercito Repubblicano per gli Ufficiali provenienti dal Regio Esercito. Il 27 aprile 1944 riceve questo promemoria dal Generale Giovanni Esposito, Comandante del 202. CMR di Trieste “Pur non avendo i tedeschi ostacolata l'opzione per le FF.AA. italiane una alta percentuale di giovani hanno scelto organizzazioni germaniche”. Il 7 maggio 1944 è passivo protagonista della fucilazione di una Camicia Nera reduce d’Africa in forza al 613° Comando Provinciale GNR che, impaziente di rientrare al Reparto da un permesso a Villanova sul Clisi, spara un colpo di moschetto per ottenere un passaggio dalla autocolonna del Capo di S. M., nella cui ultima auto c’è un Ufficiale insiste che trattarsi di pericolo ribellistico. L'incidente è chiuso dai Superiori Comandi. E’ promotore di Brigate Leggere addestrate, per la prima volta, alla controguerriglia: dal 29 agosto 1944 danno buoni risultati. Il 19 novembre 1944 emette una Intimazione contro asportazioni di viveri, arredi e denaro durante i rastrellamenti o confische non strettamente necessarie. Dal 21 al 25 marzo 1945 per ordine del Ministro delle FF.AA. Rodolfo Graziani ispeziona, accompagnato da Armando Faccini per il quale propone la promozione a Tenente Colonnello, i Reparti italiani inquadrati in 3 mila nel XCVII A.K agli ordini di Ludwig Kuebler che difende contro gli slavi balcanici rinforzati da assoldati comunisti istriani e voltagabbana sloveni retroterra e prima linea del Confine Orientale. Durante l'ispezione celebra il 23 marzo a Fiume e l'indomani a Trieste, nella caserma Ettore Muti, tiene rapporto al locale Presidio (circa mille tra Ufficiali e Truppa).

É contrario al “Ridotto in Valtellina” per evitare facili massacri finali anche di aerei nemici. Lasciata Bergamo, il 26 aprile 1945 all'Albergo Moderno di Lecco si taglia le vene. Salvato, è consegnato al nemico. Dopo quella di Torino viene processato dalla Corte Straordinaria d'Assise di Roma, dove il 3 dicembre 1947 è condannato a 18 anni di reclusione. La Corte di Cassazione annulla la sentenza "per non aver commesso il fatto" il 18 ottobre 1955. La riabilitazione era stata concessa il 3 giugno 1952.

Muore il 15 agosto 1970 a Forlì. Vi era nato il 26 marzo 1885 e lì si era sposato il 28 dicembre 1912.