Strumenti personali

Eventi

  • 5 per mille

    1 gennaio 2018



    Codice Fiscale FONDAZIONE DELLA RSI - ISTITUTO STORICO

    CF:91229450373

    Sul sito dell'agenzia delle entrate è disponibile l'elenco 2017 degli enti fruitori del 5 per mille.


  • Riunione Culturale

    25 novembre 2018

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Carlo e Giorgio Viale
    La difesa di Genova 1943-45, seconda parte
  • Riunione Culturale

    24 febbraio 2019

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Daniele Trabucco
    La RSI nel contesto internazionale
  • Assemblea dei Soci Aderenti

    14 aprile 2019

    Via Cicogna, 66, Terranuova Bracciolini, AR, Italia

    Alessandro Brignole
    Attentati Gappisti a Milano

Alfredo Cucco

Da FondazioneRSI.

Alfredo Cucco, nasce a Castelbuono (PA) il 26 gennaio 1893. Il padre è Medico con tradizioni risorgimentali. Si laurea nel 1916 e termina la 1.G.M. con il grado di Tenente Medico. Aderisce al Movimento fascista il 20 novembre 1920. Docente di Oculistica nel 1922 a Roma, ne diviene Cattedratico alla Università di Palermo. Deputato nel 1924 della 27. Legislatura e Componente del Gran Consiglio del Fascismo, raggiunge il grado di Console MVSN ed è il più duraturo Segretario Federale di Palermo. Forbito oratore, è anche valente giornalista. Fonda e dirige NUOVA SICILIA e i periodici FIAMMA NAZIONALE e I VESPRI SICILIANI.

Nel 1926 viene espulso dal PNF per iniziativa (infondata l’accusa di “mafia”) del Prefetto Cesare Mori, il castigatore dal 1925 al 1929 dell’organizzazione extralegale agraria siciliana che viene trapiantata negli Stati Uniti da emigrati. Molti di essi seguono nel 1943 gli invasori della Sicilia e rivitalizzano, però a marchio tipo internazionale, il fenomeno mafioso nelle città dell’isola con diramazioni nel resto d’Italia, aggiornato nei crimini e protetto dalla politica locale e romana.

Il 17 aprile 1943 rientra nel PNF quale Vice Segretario Nazionale. Dopo l'arresto del 26 luglio a Villa Savoia di Mussolini, chiede di essere mobilitato quale Ufficiale Medico, ma nel settembre proprio l'indomani della firma della resa di Cassibile, in risposta alla sua domanda, viene posto in congedo. Convinto del tradimento militare regio, non soltanto della Marina, dal 18 ottobre 1943 accetta l'incarico di Commissario Straordinario del Comitato Nazionale per la Sicilia, la cui sede nazionale entro la fine dell’anno viene trasferita da Roma, Piazza Cairoli 3, a Padova, Riviera Tito Livio 17.

Il 9 dicembre 1943 è nominato anche Commissario per la gestione straordinaria (incarico che il 6 gennaio 1944 passa a Fabrizio Ciolfi) dell'Opera Nazionale Dopolavoro, istituita l'1 maggio 1925 e che il Governo regio il 2 agosto 1943 aveva soppresso al pari di tutte le Organizzazioni fasciste.

Dall’1 marzo 1944 è Sottosegretario al Ministero della Cultura Popolare e il suo primo discorso lo tiene a Genova il 5 marzo. Non opera a Salò, sede del Ministro Mezzasoma, ma in Palazzo Volpi a Venezia, dove sono distaccati gli Affari Generali e quelli dello Spettacolo (in particolare le produzioni cinematografiche) e quelli della Cultura dello stesso Ministero. Segretario Particolare è Gaetano Polizzi con l'assistenza dell'Ispettrice PFR Rachele Ferrari Del Latte. Soltanto da fine marzo 1945 gli Uffici della Cultura Popolare si riuniranno a Milano, in Palazzo Clerici con a disposizione una Mensa collettiva a 18 Lire al pasto.

Subito dopo la nomina a Sottosegretario viene inviato a Roma e resta nella sede storica del proprio Ministero in Via del Collegio Romano, anche quale responsabile dell’Ente per l’assistenza ai profughi dalle Terre Invase, fino al giorno della caduta di Roma in mani americane (4 giugno). Il 23 marzo 1944, dopo la celebrazione insieme a Carlo Borsani della Fondazione dei Fasci al Palazzo delle Corporazioni e colpito dalle notizie dell’attentato delle ore 16 in Via Rasella, ha un incontro – già previsto – alle ore 18 in Vaticano con l’antifascista Cardinale Carlo Salotti, Prefetto della Congregazione dei Riti, che si conclude con un abbraccio anche se era iniziato con un acceso scontro per aver addebitato a Mussolini lo sfacelo dell’Italia, accusa ritrattata dopo rimostranze.

Il 18 agosto 1944, anniversario dell'ammaina Bandiera in Sicilia, a Venezia in Palazzo Volpi presiede insieme al Ministro de Lavori Pubblici Ruggero Romano una grande riunione di siciliani.

Il 22 aprile 1945 è da Mussolini, in Prefettura, insieme al figlio Giovanni, Sottotenente GNR.

Essendo stato il 24 aprile 1945 il primo protagonista, nell'Arcivescovado di Milano, del tentativo per un politico trapasso dei poteri in Nord Italia, nel 1946 contesta le troppe omissioni, a sopraffina arte antifascista, del ”libro bianco”di 186 pagine GLI ULTIMI TEMPI DI UN REGIME fatto scrivere, in sua difesa, dal Cardinale Ildefonso Schuester al segretario don Giuseppe Bicchierai.

Dal 1948 è Coordinatore Regionale e dal 1953 Deputato del Movimento Sociale Italiano. Nel gennaio 1948 è direttore del settimanale I VESPRI D’ITALIA, le cui pubblicazioni cessano nel 1963 quando si ritira a vita privata perché colpito da ictus. Muore a Palermo il 21 gennaio 1968.